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Daily News

Wolff: "Russell un killer in pista. Miami? Ci abbiamo messo una croce sopra"

By Valentina Cardellino9 maggio 2026
Wolff: "Russell un killer in pista. Miami? Ci abbiamo messo una croce sopra"

I primi quattro appuntamenti di questa nuova stagione hanno svolto un ruolo di essenziale conferma per quelli che sono stati i valori fatti registrare dalle due sessioni di test pre-stagionali, soprattutto per quanto riguarda il temuto, ma ampiamente previsto dominio con il quale la Mercedes sembrava pronta ad azzannare il resto della griglia, tanto in qualifica quanto in gara. 

Dal momento in cui il Gran Premio andato in scena in Australia ha dato ufficialmente il via alle danze in pista, gli occhi di tifosi e addetti ai lavori non hanno potuto che puntarsi su George Russell, chiamato, al suo secondo anno da virtuale veterano se paragonato alla giovane età del compagno Andrea Kimi Antonelli, a ricoprire il ruolo di pilota di punta in una lotta per il titolo che sembrava pronta a ripagarne una volta per tutte la quinquennale lealtà verso le Frecce d’Argento. 

Dopo la vittoria centrata a Melbourne, però, il pilota inglese si è trovato costretto a sottomettersi, insieme agli altri venti colleghi, all’impressionante guizzo di agonismo del diciannovenne bolognese, finendo per ritrovarsi a venti lunghezze di distanza dal medesimo nella Classifica Piloti aggiornata allo scorso fine settimana. 

Nonostante le evidenti difficoltà affrontate dal suo pilota durante la domenica di Miami, a correre in suo soccorso ci ha pensato Toto Wolff, che ci ha tenuto a ricordare al mondo perché Russell si trova al volante della W17 paragonandone, ai microfoni di Planet F1, l’etica lavorativa e la grande consapevolezza delle proprie capacità a quelle dei grandi campioni: 

"Ho sempre detto che George non sarebbe un vincitore di Gran Premi in Formula 1 se non fosse un «killer». Lui analizza tutte queste cose, guarda i dati, arriva alle sue conclusioni e la conclusione è che non si è mai trovato del tutto a suo agio sulla pista di Miami: non gli sono mai piaciuti gli asfalti troppo lisci e questo è quanto". 

La scarsa affinità venutasi a creare tra il nativo di King’s Lynn e il tracciato del Sunshine State sembra, dunque, pronta ad essere cancellata dalla memoria collettiva in favore di una sua ben maggiore predisposizione nei confronti della pista dedicata a Gilles Villeneuve, sulla quale, il team principal austriaco è certo, il britannico riuscirà a mettere in mostra il suo vero potenziale:

 "Ci metteremo una croce sopra: sta già pensando a Montreal e non vede l’ora, mancano ancora 18 gare e ci sono ancora tanti punti da poter fare. Non credo che sia di alcuna rilevanza da parte sua pensare a cosa potrebbe succedere da qui a fine anno".

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