Wolff: "Russell ha alzato il piede 100 metri prima, giro regolare"

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Nessun detto potrebbe calzare meglio in merito agli episodi al limite del regolamento che vedono come protagonista la Mercedes di Toto Wolff.
In occasione delle qualifiche del Gran Premio d’Austria, George Russell ha conquistato la partenza dal palo strappando l’insperata pole temporanea della Ferrari, arrivata dopo due giri sensazionali messi a segno dai portacolori del Cavallino Rampante.
Lungi dal voler ridimensionare la prestazione maiuscola dell’alfiere Mercedes, è innegabile, tuttavia, che il tempo sia stato siglato in regime di bandiera gialla, provocata dal violento impatto di Max Verstappen contro le barriere in Curva 9.
Tale scenario ricorda da vicino la pole position conquistata da Nico Rosberg in Ungheria nel 2016: in quell’occasione il tedesco alzò a stento il piede nonostante la doppia bandiera gialla, aggiudicandosi un primato accesamente discusso che, nella lotta iridata contro Lewis Hamilton, aveva un peso specifico enorme.
Come dieci anni fa, non sono mancate le polemiche per un cavillo regolamentare secondo il quale basta parzializzare l’acceleratore nel tratto interessato per far sì che il tempo venga convalidato.
Sulla carta, non abbassare il parziale o alleggerire appena il gas non equivale affatto a rallentare a tal punto da garantire le condizioni di sicurezza richieste in circostanze simili.
Di tutt’altro avviso è apparso Toto Wolff, il quale, ai microfoni di Sky Sports F1 UK, ha difeso l’operato del suo pilota:
"George si è migliorato nettamente rispetto ai passaggi precedenti, ma nel punto dell’incidente ha alzato il piede 100 metri prima del consueto, perdendo un decimo e mezzo. Il rallentamento è stato evidente, perciò il giro è regolare".
Una condotta speculare a quella di Antonelli, che ha invece scelto di abortire il proprio tentativo rinunciando a una prima fila quasi certa.
A tal proposito, il manager austriaco ha commentato con una nota di rammarico:
"Ho l’impressione che Kimi abbia pensato che fosse stata esposta la doppia bandiera gialla. Peccato, aveva la possibilità per continuare a spingere"