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Wolff: "Conosco Russell da dieci anni, possiamo contare su di lui. E il 2025 insegna"

By Laura Ricotta9 giugno 2026
Wolff: "Conosco Russell da dieci anni, possiamo contare su di lui. E il 2025 insegna"

Al termine di un folle Gran Premio di Monaco, mirabilmente dominato da Andrea Kimi Antonelli anche nel suo imprevisto finale, le gerarchie in casa Mercedes hanno assunto contorni assai più definiti.

Ne è stata un’eloquente testimonianza l’istantanea catturata sul podio della corsa: al fianco del talento bolognese si stagliava infatti la figura di Toto Wolff, raggiante per il successo del suo pilota.

Una presenza significativa e sorprendente, quella del team principal, che sembra suggellare il patto di fiducia che lega Antonelli al manager viennese, suo convinto sostenitore anche nei frangenti più insidiosi.

Il messaggio per George Russell sembra chiaro: la squadra punta tutto su Kimi e, qualora il britannico non dovesse trovare il riscatto, dovrà definitivamente rinunciare al sogno iridato.

A separarlo dal suo compagno di squadra, in classifica, sono già 68 punti: il nativo di King’s Lynn sta infatti inciampando più volte in questo inizio di stagione. E la netta differenza di passo registrata nella corsa di Monte-Carlo – seppur sporcata da traffico e penalità – costituisce un’ulteriore batosta psicologica davvero difficile da assorbire.

Sulle difficoltà del britannico è intervenuto proprio Toto Wolff, che, intervistato da Sky Sports F1 UK dopo la corsa, ha preferito fare da scudo e ridimensionare la portata della crisi:

"Conosco George da dieci anni, non vedo un paradigma negativo nelle sue performance. Sono passate soltanto due settimane dal Canada, possiamo contare su di lui. La stagione è lunga. L’anno scorso tutti dicevano che Piastri sarebbe stato campione, ma le cose sono andate diversamente".

Spostando l’attenzione su Kimi, Wolff ha commentato la sua scelta di salire sul podio, dosando poi orgoglio e prudenza sul fronte Mondiale:

"Credo che non salissi su un podio da 10 anni. I ragazzi della squadra mi hanno spinto lì, dicendomi che quello era il mio posto e che dovevo esserci. Ma dopo ho pensato a George, voglio mantenere equilibrio emotivo nel team. Abbiamo sempre creduto in Kimi, sapevamo che gli sarebbe bastato un solo anno per vedere risultati straordinari. Adesso ha un bel vantaggio in classifica, ma manteniamo i piedi per terra".

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