Verstappen: "Sono scioccato per il secondo posto di Budapest, mi domando come abbia fatto"

Quella di Max Verstappen in Ungheria è stata una gara a dir poco eccezionale: un saggio di coraggio, ambizione, cattiveria agonistica e puro controllo del mezzo, capace di lasciare a bocca aperta anche i più navigati della Formula 1.
Lasciandosi alle spalle l’amarezza delle qualifiche, finite con un brutto testacoda, l’olandese è scattato splendidamente dalla quarta casella, infilandosi già in Curva 1 dietro le due McLaren.
Da quel momento in poi, ogni tornata si è trasformata per Super Max in una strenua battaglia difensiva contro la Ferrari di Lewis Hamilton. Un duello acceso che si è ribaltato al primo passaggio ai box, scivolato a sfavore dell’olandese, ritrovatosi quindi a dover inseguire lo storico rivale.
Ma il talento cristallino del nativo di Hasselt tocca il suo massimo bagliore proprio nella fase d’attacco, e anche questa volta Verstappen non ha deluso le attese.
Tra il boato di un pubblico sbigottito, il quattro volte iridato si è ripreso la posizione sulla Rossa con una staccata da brividi: un capolavoro di aggressività e precisione che resterà negli annali della classe regina.
Il Gran Premio di Max si è poi tramutato in una rincorsa agli avversari a suon di mescola soft, coronata sotto la bandiera a scacchi con una seconda piazza tanto incredibile quanto inaspettata.

Ph. Luca Martini / WHYOUT Media
Un risultato d’oro, maturato grazie al ritiro di Oscar Piastri e alla disastrosa strategia del Cavallino, ma costruito soprattutto sulla straordinaria capacità del pilota della Red Bull di domare una RB22 danneggiata, scorbutica e perennemente instabile.
Al termine di una domenica ad altissima tensione emotiva, Verstappen ha analizzato la sua gara come segue:
"Per circa l’80% della gara la macchina era estremamente difficile da guidare ed è stato faticoso: avevamo gli stessi problemi delle qualifiche. Quando sono sceso dall’auto, inoltre, ho visto che c’era un buco nella carrozzeria. Ci sono tanti aspetti su cui dobbiamo lavorare. All’ultimo giro mi sono chiesto come diavolo sono arrivato secondo. Ero scioccato, e dire il vero lo sono ancora. Il sorpasso su Lewis? Era l’unica opportunità possibile, ho notato che non stava davvero prestando attenzione, quindi ho deciso per quella mossa: tutto sotto controllo".