Verstappen: "A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi"

Nel torrido sabato di Spielberg, il Red Bull Ring ha tenuto il fiato sospeso. Max Verstappen ha rischiato l’eliminazione nel Q2 del Gran Premio d’Austria sul circuito di casa, salvandosi per appena 40 millesimi dopo aver scelto di restare ai box nel finale della sessione.
Un azzardo che gli ha comunque permesso di conservare due treni di gomme nuove per l’assalto decisivo.
Nel Q3, dopo aver fatto segnare un tempo che gli avrebbe garantito la terza piazzola in griglia, l’olandese ha perso improvvisamente il controllo della vettura alla penultima curva, impattando contro le barriere e provocando una bandiera gialla che ha scatenato accese polemiche.
Sebbene inizialmente si pensasse a una sbavatura, le analisi successive hanno escluso l’errore di guida: a causare l’incidente è stato un problema all’ala posteriore, rimasta aperta a fine rettilineo, con una conseguente e totale perdita di carico aerodinamico al retrotreno.
Nel post-qualifica, il pilota aveva descritto così l’accaduto:
"È un peccato, realisticamente sarei potuto essere terzo. Non sono sicuro di cosa sia successo, ho avvertito un forte sovrasterzo alla Curva 6 e poi la macchina è andata via completamente. Dobbiamo controllare l’ala posteriore, si è sentita una cosa davvero strana. A fine stagione credo che andrò in Tibet a meditare come Buddha per due mesi".
Verstappen si è poi espresso sul pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla vettura:
"La maggior parte delle novità funziona, ma ci sono dettagli da sistemare. Su un tracciato così corto i distacchi si riducono, ma la Mercedes resta più rapida di noi nelle curve veloci, ci manca ancora qualcosa".
Per la gara, che lo vedrà scattare dalla quinta posizione, la sua analisi sulla possibilità di rimontare e lottare per il podio è rimasta legata a un unico, fondamentale fattore: "Sarà possibile solo se le gomme terranno bene".