Vasseur: "Il Mondiale? Non ci penso. Sono concentrato sullo sviluppo della SF-26"

Al termine della prima metà della stagione 2026, il bilancio complessivo della Ferrari registra un netto passo in avanti rispetto alle difficoltà incontrate nel 2025.
La SF-26 si è dimostrata da subito una monoposto competitiva e solida nei suoi punti di forza, riconosciuti dagli stessi avversari, concretizzando le proprie qualità con due successi di tappa.
L’attesa per un titolo iridato che manca a Maranello da quasi vent’anni continua ad alimentare le speranze dei tifosi, spingendo la squadra a mantenere ritmi serrati sul fronte dello sviluppo tecnico.
In vista del rientro dalla pausa estiva tra Zandvoort e Monza, il reparto corse ha in cantiere un nuovo pacchetto di aggiornamenti per affinare le prestazioni della monoposto, a cui si aggiunge l’atteso evoluzione della Power Unit resa possibile dal sistema ADUO.
A questo approccio aggressivo sul piano ingegneristico si contrappone la prudenza dei vertici del Cavallino nelle dichiarazioni pubbliche. In un’intervista concessa ad Auto Hebdo, il team principal Frederic Vasseur ha chiarito la propria filosofia operativa per la seconda parte di campionato:
"Quando mi sveglio la mattina non penso ai titoli, non conosco nemmeno il distacco preciso con la Mercedes davanti o la McLaren dietro. Mi focalizzo sulle gare, una dopo l’altra, e sullo sviluppo. Due anni fa, quando eravamo in lotta per il Titolo Costruttori, a metà stagione non eravamo da nessuna parte. Per me, concentrarsi sulla lotta per il campionato è una perdita di energie e di tempo".
Nella stessa occasione, il manager francese ha espresso una riflessione critica sull’operato di una parte dei media, difendendo la coesione del proprio gruppo di lavoro:
"Tutte le squadre hanno le loro caratteristiche. Noi siamo un team italiano e, come in genere i latini, siamo più emotivi rispetto ai tedeschi o agli inglesi. Ma a volte ho letto degli attacchi da parte della stampa contro i miei collaboratori, citando persino nomi di persone da rimpiazzare. Un comportamento simile non lo trovo utile per i miei ragazzi, e non è giusto, perché contribuisce a disunire la squadra".