Terra bruciata

La notizia del clamoroso possibile ritiro di Max Verstappen a fine stagione, confermata e rilanciata da una fonte autorevole e vicinissima all’olandese come Erik van Haren, ha scosso le fondamenta della Formula 1.
Prima di entrare nel merito della questione, ci teniamo a ringraziare @skysportf1 per averci chiamato in causa durante la trasmissione Race Anatomy. Allo stesso tempo, risulta tuttavia doveroso precisare che la notizia originale appartiene proprio alla prestigiosa firma del De Telegraaf e non intendiamo prendercene il merito.
Detto questo, la lettura degli eventi suggerisce una strategia ben più complessa della semplice resa da parte di Super Max.
Non è un caso, infatti, che il comunicato ufficiale della FIA sulla revisione dei regolamenti sia arrivato a ridosso delle indiscrezioni sull’addio del quattro volte Campione del Mondo a fine 2026.
Sebbene non si possa di certo parlare di un rapporto diretto di causa-effetto, è innegabile che il peso politico di Max stia agendo come un catalizzatore irresistibile.
Verstappen sta applicando la politica della terra bruciata: minacciare l’abbandono del vertice per costringere chi governa lo sport a cambiare una direzione tecnica che ritiene inaccettabile, sfruttando ogni grammo del suo prestigio, della sua fama e di quel carisma che lo rende l’asset più prezioso del Circus.
A nostro avviso, tuttavia, Max non ha una reale intenzione di andarsene, almeno non nell’immediato.
Oltre alla viscerale fame agonistica, esiste una componente pragmatica che non può essere ignorata: l’aspetto economico.
Nessuna categoria alternativa, dal WEC all’IndyCar, potrebbe mai garantirgli l’ingaggio astronomico che percepisce attualmente in Formula 1.
Verstappen sta giocando una partita a scacchi ad altissima quota, usando il proprio ritiro come l’ultima, potentissima leva negoziale per smuovere le acque e riportare il racing (quello vero) al centro del villaggio.
Il suo è – secondo la nostra personalissima opinione – un grido di battaglia travestito da addio, una prova di forza per piegare un regolamento che ha ucciso la competizione.
Noi (come sapete) siamo tutti con lui.
Comunque vada a finire questa storia.