Serra: "La SF-26 è il progetto a cui ho dedicato più energie"

Per i team di Formula 1 la pausa estiva rappresenta uno snodo cruciale, il momento ideale per tracciare i bilanci confrontando le aspettative iniziali con i riscontri della pista e definire la rotta da seguire per la seconda metà di campionato.
In casa Ferrari si vivono giornate intense e cariche di pressione agonistica. Se da un lato l’occupazione delle posizioni di vertice alimenta le ambizioni del Cavallino, dall’altro le prestazioni mostrate dalla Mercedes impongono la massima attenzione per le prossime gare.
A Maranello l’imperativo resta uno solo: continuare a evolversi.
A confermarlo ad Autosprint è stato il direttore tecnico del telaio della Rossa, Loic Serra:
"Un voto a questa Ferrari? Potremo darlo solo a fine stagione. L’aspetto che mi soddisfa maggiormente è la dinamica interna al team. Fin dall’inizio del campionato abbiamo visto come le squadre progrediscano a step non sincronizzati: non appena un costruttore porta in pista degli aggiornamenti compie un balzo in avanti, facendo scivolare indietro chi in quel momento non ha novità. Per questo motivo solo alla fine del campionato avremo un quadro chiaro. In Formula 1 chi non si concentra sul domani è destinato a soccombere".
L’ingegnere francese, arrivato a Maranello su forte spinta di Frederic Vasseur, ha poi analizzato la genesi della monoposto:
"Non considero questa vettura come mia, è piuttosto il frutto del lavoro coordinato di un grande gruppo di professionisti. Si tratta senz’altro del progetto a cui ho dedicato più energie da quando sono arrivato in Ferrari, anche perché si inserisce in un nuovo ciclo regolamentare che ci ha imposto di partire da un foglio bianco. Non si è trattato di sviluppare un concetto preesistente, ma di avviare un lavoro da zero a 360 gradi. Un progetto in costante divenire, continuamente soggetto a sviluppi. Se sono soddisfatto? Non ci si può mai ritenere pienamente contenti, bisogna sempre cercare di andare oltre e continuare a spingere".