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Sargeant: "Se Verstappen sbarcasse nel WEC, lo vorrei nel mio team. È il GOAT"

By Jacopo Mandò13 maggio 2026
Sargeant: "Se Verstappen sbarcasse nel WEC, lo vorrei nel mio team. È il GOAT"

La Formula 1 vive una stagione attraversata da discussioni regolamentari, pause forzate e interrogativi sul futuro tecnico della categoria.

In questo scenario, la figura di Max Verstappen continua ad allargarsi oltre il perimetro del Mondiale. Il quattro volte campione del mondo non ha nascosto le proprie perplessità sulle nuove vetture, arrivate a essere paragonate a una dinamica quasi da "Mario Kart", e intanto guarda con interesse crescente ad altri mondi del Motorsport.

Il segnale più evidente arriverà nel prossimo week-end, quando Verstappen sarà al via della 24 Ore del Nurburgring con una Mercedes-AMG GT3 del Team Verstappen Racing.

Non una semplice apparizione, ma un passaggio che ha già prodotto un effetto concreto: biglietti esauriti e attenzione internazionale su una gara da sempre centrale nella cultura endurance.

In questo quadro si inseriscono le parole di Logan Sargeant, oggi pilota Ford nel WEC in classe LMGT3 e destinato, dal 2027, al progetto Hypercar della casa americana.

L’ex pilota Williams ha parlato a Motorsport.com della possibilità di vedere Verstappen un giorno nel Mondiale Endurance, magari proprio nella sua stessa vettura.

"Sì, se dovesse correre, spero sia nella mia macchina", ha detto Sargeant con una battuta che racconta però molto più di una semplice simpatia. "Secondo me Max è il migliore che abbia mai guidato. Condividere una macchina con lui sarebbe un enorme privilegio e un enorme vantaggio".

Il punto, però, non riguarda soltanto la velocità pura. Nel mondo endurance il valore di un pilota non si misura solo sul giro secco, ma sulla capacità di gestire traffico, strumenti, assetto, consumo, stint lunghi e lettura continua della corsa.

Sargeant lo ha spiegato chiaramente: da un profilo come Verstappen si imparerebbe in ogni dettaglio, "giro dopo giro", osservando il modo in cui usa gli strumenti e modifica la macchina durante la gara.

A sintetizzare il concetto è arrivata la frase più forte:

"È il pilota più veloce al mondo. Probabilmente farà la differenza su tutti. Preferirei averlo nella mia macchina piuttosto che contro".

Una dichiarazione netta, ma non sorprendente. Verstappen, anche quando non dispone della vettura migliore in Formula 1, ha spesso mostrato una capacità rara: estrarre risultato da contesti imperfetti.

Da qui nasce il fascino dell’ipotesi endurance. Verstappen non viene percepito soltanto come una star in fuga dalla F1, ma come un pilota capace di ridare centralità a categorie che oggi stanno recuperando credibilità, identità e pubblico.

Il WEC, le GT e le grandi gare di durata stanno tornando a essere viste come territori autentici del motorsport, meno patinati e più legati alla sostanza della guida.

Sargeant lo sa.

E per questo il suo invito non suona come una provocazione, ma come una lettura precisa del momento. Se Verstappen decidesse davvero di spostare parte del proprio futuro fuori dalla Formula 1, non porterebbe soltanto velocità. Porterebbe attenzione, cultura della competizione e un peso tecnico enorme.

Per chi dovesse dividerci la macchina, sarebbe un privilegio. Per chi dovesse affrontarlo, probabilmente, un problema.

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