Russell: "Questo fine settimana sto seguendo il mio istinto"

La pole position di George Russell al Gran Premio d’Austria prende vita al termine di una qualifica convulsa, decisa sul filo dei millesimi tra il colpo di reni dell’inglese, il violento impatto contro le barriere di Max Verstappen e il conseguente rebus delle bandiere gialle esposte nel finale del Q3.
Sebbene il tempo del britannico sia stato regolarmente convalidato dai commissari, il post-sessione è stato inevitabilmente monopolizzato dalle discussioni sulla gestione di quel passaggio cruciale.
Russell ha spento sul nascere le polemiche, spiegando di aver parzializzato l’acceleratore in modo netto non appena intercettata la singola segnalazione:
"C’era una sola bandiera gialla e ho dovuto alzare tanto il piede dall’acceleratore. Chiaramente avrei voluto completare il giro senza alzare il piede: sarei stato 3-4 decimi più avanti, però lì ho dovuto alzare il piede".
In questo scenario d’emergenza, la partenza dal palo è diventata un esercizio di freddezza, sintesi perfetta tra prestazione pura, istinto e rispetto delle procedure di sicurezza.
Al di là dell’episodio da moviola, il sabato stiriano ha svelato un approccio capovolto da parte dell’inglese, che ha affrontato il fine settimana mettendo da parte la consueta e metodica ricerca del dettaglio ingegneristico a favore di una guida pura e viscerale. Una scelta dettata dalle indecifrabili risposte delle attuali monoposto ad effetto suolo.
Russell ha infatti confessato la sua nuova linea metodologica:
"Ho lavorato di meno in questo week-end: ho seguito semplicemente l’istinto". Ha poi svelato un retroscena nato da un fitto confronto nel paddock con Charles Leclerc: "Parlando prima con Charles ci siamo detti che non capivamo perché queste macchine siano così impegnative: a volte giri bene, a volte male".
Per la Mercedes, il raggiungimento del limite resta un percorso tortuoso, confermato da un Q2 ad altissima tensione in cui lo stesso poleman ha ammesso senza giri di parole che "il Q2 è stato stressante", fotografando un momento in cui la linea di demarcazione tra il controllo e la complicazione è rimasta sottilissima fino alla bandiera a scacchi.
Il fine settimana austriaco ha regalato anche un piccolo giallo linguistico legato al team radio celebrativo ("Stay calmo, stay calmo" del pilota, espresso in un italiano perfetto che ha subito acceso le fantasie degli appassionati.
Russell ha prontamente evitato letture forzate e ha spento ogni speculazione:
"Sì, ma non c’era nessun riferimento ad Antonelli e al duello con Ferrari. Non c’era nulla: semplicemente mi è venuto fuori così, chiariamolo perché non c’era nulla d’intenzionale. Quando andavo sui kart ho passato molto tempo in Italia, e anche in vacanza".
Archiviati i verdetti del sabato, lo sguardo si sposta ora sulla gara domenicale, un Gran Premio che il poleman non vuole ridurre a una sfida a due:
"Non lo so, forse tutti i primi sette in griglia se la giocano. La Ferrari, ad esempio, è più veloce nelle curve, noi nei rettilinei. Poi c’è anche Max. Sul degrado gomme probabilmente siamo i più avvantaggiati".
Con una griglia così compatta, il vantaggio del sabato dovrà ancora diventare sostanza in gara.