Russell: "Qualifiche disastrose, ho avuto la sensazione che qualcosa fosse rotto"

Il volto deluso, gli occhi preoccupati: George Russell ha così concluso le qualifiche giapponesi, con un’espressione che vale più di qualsiasi dichiarazione.
Il pilota britannico, grazie all’impressionante velocità della sua Mercedes, è stato capace di siglare il secondo miglior crono della sessione, ma quei 298 millesimi di distacco da Andrea Kimi Antonelli pesano come piombo.
Pesano, perché arrivano proprio ora, quando il destino sembrava finalmente sorridergli dopo anni passati a stringere i denti su monoposto inadeguate e mentre ha tra le mani una W17 capace – per il momento – di sbaragliare la concorrenza senza indugi.
Proprio ora, con il Mondiale che non sembra più il sogno irraggiungibile di un bambino, il dubbio si insinua: è la consapevolezza che il compagno di squadra, giovane e con un talento incredibile, sta bussando alla sua porta con insistenza crescente.
La gara di domani risulta, quindi, più infuocata che mai, con la speranza di vedere, in una stagione vuota all’orizzonte, trasformarsi il box Mercedes in un autentico ring.
George è chiamato a dare il massimo per non perdere la leadership del Mondiale e per non dare concretezza a quei pensieri – nascosti pubblicamente – di farsi sormontare dalla sempre più brillante stella italiana.
Al termine della giornata, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Russell si è espresso come segue:
"Le qualifiche sono state un disastro. Abbiamo cambiato alcune cose sulla macchina, molto piccole, qualcosa che non avrei neanche dovuto notare, ma è sembrato quasi come se qualcosa si fosse rotto. Non so cosa sia successo. Ho dovuto cambiare stile di guida per ovviare a questo problema. Ogni volta che entravo in curva la monoposto scivolava e il posteriore quasi si girava. È una cosa che non avevo mai provato con questa vettura fino ad ora".