Russell: "Con queste prestazioni non potrò lottare per il titolo. Non meritavo il secondo posto"

George Russell ha lasciato Silverstone con un secondo posto che vale punti pesanti in classifica e riduce a sole 25 lunghezze il distacco dal leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli.
L’ottimo risultato è maturato anche e soprattutto grazie agli episodi che hanno caratterizzato il finale di gara.
Tra il ritiro del compagno di squadra, l’incidente di Max Verstappen e la Safety Car rimasta in pista fino alla bandiera a scacchi, il pilota Mercedes ha riconosciuto come le circostanze abbiano inciso in maniera significativa sul piazzamento conclusivo.
Di seguito le sue parole ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:
"Se mi sarebbe piaciuto affrontare l’ultimo giro? Ovviamente no, perché tutti gli altri avevano gomme nuove e io usate. Probabilmente Charles e Kimi meritavano di finire davanti a me: sento che avrei meritato il terzo posto, ma alla fine sono arrivato secondo. È difficile dire cosa provo, non posso sorridere. Lo farò quando capiremo perché in qualifica perdevo così tanto sui rettilinei. In gara è andata meglio, ma sorriderò davvero quando sarò in grado di giocare alla pari".
Il concetto è stato approfondito anche nell’intervista concessa a F1 TV, dove Russell ha ammesso che il secondo posto porta con sé punti preziosi, ma non modifica il giudizio sulla prestazione complessiva della squadra.
"È un risultato importante per il campionato e devo continuare a lottare. Ma devo essere sincero: non lotterò per il titolo se le prestazioni continueranno a essere queste. Sono andato via più soddisfatto dal Canada, quando mi sono ritirato mentre ero al comando della gara. Lì sentivo di meritare la vittoria, oggi invece non credo di meritare il posto in cui sono arrivato".
Il secondo posto permette a Russell di raccogliere un bottino prezioso, ma le sue parole raccontano una realtà diversa dalla classifica.
Per il britannico, il podio di Silverstone è soprattutto il risultato di una gara in cui è stato bravo a capitalizzare le opportunità offerte dagli episodi, senza però ottenere quanto desiderato in termini di reale livello di competitività.