Rosberg: "A Barcellona Mercedes troppo protettiva nei confronti di Russell, Antonelli è più veloce"

Il Gran Premio di Barcellona ha lasciato alla Mercedes più domande che certezze.
Non soltanto per la vittoria sfumata contro la Ferrari di Lewis Hamilton, ma soprattutto per la gestione interna del confronto tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli.
Una gestione che, secondo Nico Rosberg, avrebbe penalizzato la squadra nel momento in cui serviva massimizzare il risultato.
Il tema nasce da un passaggio preciso della gara.
Antonelli, più veloce del compagno, è rimasto a lungo negli scarichi di Russell senza poter sfruttare pienamente il proprio ritmo.
Una situazione riassunta dallo stesso italiano con parole molto chiare: "Se avessi passato subito Russell sarebbe stata un’altra gara".
Anche Toto Wolff, nel dopo gara, ha riconosciuto la complessità della scelta:
"Abbiamo perso due volte, ma non è facile prendere decisioni a livello strategico quando hai due piloti in lotta per il titolo".
Il punto, però, per Rosberg è proprio questo.
Quando la vittoria di squadra entra in discussione, la logica interna dovrebbe lasciare spazio alla massima efficienza sportiva. Il Campione del Mondo 2016, che in Mercedes ha vissuto dall’interno una delle rivalità più dure dell’era moderna contro Lewis Hamilton, ha criticato apertamente il muretto.
"La Mercedes ha tenuto troppo conto di George, lo ha protetto troppo", ha dichiarato il tedesco a Motorsport Aktuell.
È una frase pesante, perché non riguarda soltanto la strategia di Barcellona. Riguarda il modo in cui Mercedes sta provando a gestire un equilibrio sempre più delicato: da una parte Russell, partito a inizio stagione con un ruolo da riferimento interno. Dall’altra Antonelli, cresciuto rapidamente fino a diventare il pilota più incisivo del team nelle ultime settimane.
Rosberg ha poi completato il ragionamento entrando nel merito della scelta di gara: "Non appena la squadra rischia di perdere la vittoria, si corre insieme per il successo della squadra. E la Mercedes avrebbe dovuto farlo prima".
Il riferimento è diretto. Secondo Rosberg, Mercedes avrebbe dovuto liberare Antonelli prima, evitando che il ritmo del giovane italiano venisse neutralizzato dietro Russell.
Una scelta più aggressiva avrebbe forse cambiato il peso strategico della gara, soprattutto in una fase in cui Hamilton e la Ferrari stavano costruendo la loro occasione.
La parte più dura arriva però sul confronto prestazionale tra i due piloti. Rosberg non si limita a criticare il muretto, ma fotografa anche una tendenza tecnica ormai evidente:
"Antonelli è stato di nuovo più veloce in gara. Nelle qualifiche Russell può lottare con i migliori, ma in gara gli manca qualcosa".
Per la Mercedes, Barcellona diventa così un caso da archiviare con attenzione.
Lasciare correre due piloti in lotta per il titolo può essere una scelta sportiva e anche politicamente corretta.
Ma se quella libertà finisce per rallentare il pilota più veloce e aprire la porta agli avversari, allora il confine cambia.
Rosberg non chiede ordini rigidi, ma una priorità più chiara. Prima la squadra, poi l’equilibrio interno. Perché in un Mondiale così aperto, proteggere troppo un pilota può diventare il modo più rapido per perdere una gara.