Red Bull, Waché a serio rischio. Il tecnico francese aveva gonfiato il petto in inverno

La stagione 2026, nelle menti e nei cuori degli uomini di casa Red Bull, ha sempre rappresentato una sfida tanto affascinante quanto complessa.
Per la prima volta, infatti, la scuderia di Milton Keynes si sarebbe presentata ai nastri di partenza di un Mondiale di Formula 1 con una monoposto animata da una Power Unit realizzata in completa autonomia.
E così è stato.
In occasione dei test pre-stagionali, in Spagna prima e in Bahrain dopo, la RB22 è scesa in pista sfoggiando il risultato del duro lavoro portato a termine dalla nuova divisione RBPT, Red Bull Powertrains: un propulsore in grado di sorprendere appassionati e addetti ai lavori con performance che in pochi si aspettavano da una squadra impegnatasi per la prima volta in prima persona sul fronte motoristico.
Nessuno, allora, si sarebbe aspettato che a deludere le aspettative di Max Verstappen e Isack Hadjar sarebbe stato il telaio, rivelatosi nei mesi successivi il vero tallone d’Achille della RB22.
La Red Bull, ad oggi, deve fare i conti con diversi chili di troppo – si parla di addirittura 12 kg di sovrappeso – e con una guidabilità semplicemente non all’altezza, tanto da portare diversi insider a ritenere la monoposto di Milton Keynes inferiore a quella sviluppata dalla scuderia satellite Racing Bulls.
Una macchia, questa, che, stando a quanto riportato da F1 Insider, avrebbe messo pericolosamente a rischio la posizione dell’attuale direttore tecnico, Pierre Waché, il quale nel corso dell’inverno si sarebbe vantato di aver dato vita ad una vettura addirittura un secondo più veloce di quella dei "cugini" di Faenza.
Alla luce delle prestazioni a dir poco inconsistenti confezionate nei primi tre appuntamenti del calendario, a Miami ci si aspetta quindi una forte reazione da parte della Red Bull, con un importante pacchetto di aggiornamenti atteso per quell’occasione.
Da esso, secondo F1 Insider, potrebbe dipendere il futuro del tecnico francese: se gli upgrade dovessero rivelarsi un ulteriore fallimento, potremmo assistere ad un inaspettato terremoto all’interno dei box della compagine anglo-austriaca.