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Ralf Schumacher attacca Hamilton: "Parla come Al Capone, si mette al di sopra della Ferrari"

By Jacopo Mandò7 novembre 2026
Ralf Schumacher attacca Hamilton: "Parla come Al Capone, si mette al di sopra della Ferrari"

Il rapporto tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc continua a far discutere dopo il Gran Premio del Messico. E tra le voci più dure c’è quella di Ralf Schumacher, che nel podcast Backstage Boxengasse di Sky Sport Germania se l’è presa soprattutto con il britannico.

L’ex pilota tedesco non ha contestato la battaglia in pista: "Hamilton ha accettato il fatto che, se Leclerc non fosse passato sull’erba, ci sarebbe stato un incidente. È stato intenzionale, ma non ho problemi con questo, perché è una situazione di gara nella quale nessuno vuole rinunciare alla propria posizione".

Il giudizio cambia radicalmente quando Schumacher affronta le comunicazioni radio di Hamilton: "Il mio problema è il dramma che ne è seguito. Chiedere una penalità per il proprio compagno di squadra via radio è inaccettabile. E poi parlare come Al Capone e minacciare dicendo «abbiamo grossi, grossi problemi»… secondo me è il cane che porta a spasso il padrone. Lewis Hamilton si sta mettendo al di sopra del marchio Ferrari. Si comporta più da team principal che da pilota. lo non lo tollererei".

Ph. Finlay Williams / WHYOUT Media

Per l’ex Williams, la rivalità ha già compromesso risultati importanti: "Entrambi si sono rovinati la gara, e la Ferrari avrebbe dovuto vincere in Messico. Lewis deve chiedersi che cosa vuole davvero: si tratta soltanto di lui, o del successo dell’intera squadra? Non è possibile che la Ferrari ne paghi le conseguenze perché entrambi sono così testardi".

Parole pronunciate prima che Hamilton parlasse con i media a Interlagos, dove il britannico ha risposto, almeno indirettamente, a chi lo accusa di esagerare. Ha ricordato che sono gli stessi commissari a chiedere ai piloti di segnalare via radio ciò che accade in pista, e ha rivendicato il proprio modo di essere: "Non chiederò mai scusa per essere autentico. Non mi farò mai zittire". Senza però sottrarsi alle proprie responsabilità: "Sono pienamente consapevole delle mie responsabilità nei confronti della squadra".

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