Norris: "Russell è sempre stato molto sicuro di sé, non so se ora senta la pressione"

La vittoria conquistata nel Gran Premio inaugurale del Mondiale 2026, in Australia, doveva rappresentare, per George Russell, il preludio di una stagione da dominatore assoluto, una marcia trionfale e indisturbata verso il suo primo titolo iridato.
Contro ogni previsione, invece, le cose hanno preso una piega inaspettata, identificabile in un nome e un cognome ben precisi: Andrea Kimi Antonelli.
Quasi snobbato dal suo compagno di squadra durante l’inverno, il talento bolognese della Mercedes ha sorpreso tutti per velocità e costanza di rendimento, e dopo sette Gran Premi disputati, è leader del Mondiale con un margine di 41 punti sulla Ferrari di Lewis Hamilton.
Russell, demoralizzato, ridimensionato e scivolato al terzo posto in Classifica Piloti, insegue a 50 punti di distanza.
Il ventottenne britannico ha ammesso che, alla luce della situazione attuale, affronterà le prossime gare con l’atteggiamento di chi non ha più nulla da perdere, cercando di liberarsi da ogni tipo di pressione.
Un approccio che riporta alla memoria quanto fatto da Lando Norris la passata stagione, quando il gap da Oscar Piastri salì a 32 punti dopo il ritiro registrato nel Gran Premio d’Olanda.
Proprio secondo il Campione del Mondo in carica, il contesto vissuto oggi da Russell presenta alcune differenze sostanziali, che potrebbero quindi portare conseguenze diverse:
"Io ho sempre messo molta pressione su me stesso. Non so se George faccia lo stesso o se invece non ne senta affatto. Allo stesso tempo, è sempre stato un ragazzo piuttosto sicuro di sé. Quindi, mentre l’anno scorso io sono passato da avere poca fiducia in me stesso all’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, lui è passato dal sentirsi abbastanza sicuro di sé a, forse, perdere un po’ di quella sicurezza. Arrivati a questo punto, ogni pilota deve trovare il proprio modo di affrontare la situazione, e non ne esiste una valida per tutti".
Russell deve quindi affrontare una doppia sfida: da una parte il confronto con se stesso e con tutti i dubbi che affiorano nella mente di un pilota quando nulla sembra andare per il verso giusto; dall’altra, la necessità di reggere il confronto con Antonelli, il quale, come sottolineato anche da Norris, sta andando oltre ogni aspettativa:
"Ci sono molte cose a cui pensare non appena ti definiscono un contendente al titolo e poi ti ritrovi in questa situazione. Ha anche un compagno di squadra che sta facendo un lavoro davvero incredibile, probabilmente migliore di quanto ci si aspettasse. E poi c’è la tua sfida personale: riuscire a dare il massimo di te stesso".