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Norris: "Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze"

By Nicholas Gataleta27 agosto 2026
Norris: "Queste auto sono orribili, ma io sto eliminando le mie debolezze"

Dopo un avvio di stagione complicato e condizionato da una McLaren inizialmente lontana dai riferimenti della griglia, Lando Norris sembra aver definitivamente cambiato passo.

Le due vittorie consecutive conquistate tra Budapest e Zandvoort hanno infatti rilanciato il Campione del Mondo in carica che, con il passare delle gare, ha ritrovato prestazioni e fiducia, apparendo sempre più solido, consapevole e capace di affrontare con maggiore lucidità anche i momenti più complicati del week-end.

Una maturazione che, se da un lato va di pari passo con la crescita della sua MCL40, dall’altro, secondo lo stesso Norris, non può essere ricondotta esclusivamente ai progressi compiuti dalla monoposto.

Il britannico sente infatti di essere diventato un pilota ancora più completo rispetto a quello che, nella seconda parte del 2025, riuscì a ribaltare la propria stagione fino alla conquista del suo primo titolo mondiale, come spiegato dal numero 1 in conferenza stampa al termine della gara olandese:

"Ho guidato ad alto livello nella seconda parte dello scorso anno. È difficile dire che ora stia guidando al massimo livello possibile, perché sotto certi aspetti queste sono le monoposto più difficili da guidare. Credo però di riuscire a capire meglio le situazioni e a comprendere maggiormente la macchina. Certo, questa generazione di vetture è orribile da guidare, ma sto facendo un lavoro migliore nella comprensione, nel comunicare le cose al team e nel trovare delle soluzioni ".

Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

Per l’alfiere di Bristol, tuttavia, una parte importante dei progressi compiuti nasce anche dal lavoro svolto lontano dalla pista e dal rapporto sempre più efficace costruito con i propri ingegneri:

"Sto sicuramente eliminando le mie debolezze, e non ne ho poi così tante, ma conta anche il modo in cui lavoro fuori dalla pista. Per me, il passaggio da sabato a domenica a Zandvoort ne è un esempio perfetto: ho trascorso molto tempo con i miei ingegneri durante la notte per capire cosa avremmo potuto fare meglio in gara, come spingere di più, preservare maggiormente le gomme e fare tutto meglio rispetto a quanto avevo fatto. Questo ha trasformato la nostra gara e mi ha dato l’opportunità di vincere ".

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