Norris: "Auto vivace e non facile da guidare, ma che passo in Ungheria"

Lando Norris ha conquistato la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria al termine di una gara che lo ha visto imporsi con autorità, esaltando il potenziale della propria McLaren e cogliendo l’occasione creatasi dopo il controverso episodio tra Carlos Sainz e Oscar Piastri.
L’alfiere del team di Woking ha dovuto gestire una monoposto tutt’altro che semplice da interpretare, ma proprio la capacità di assecondarne il comportamento ed estrarne il massimo della velocità si è rivelata decisiva.
Norris ha infatti spiegato, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, di sentirsi particolarmente a suo agio al volante di una vettura così complessa:
"La macchina è vivace e non facile, ma sento di essere molto bravo a guidare una macchina difficile e molto vivace. Credo di avere ottime idee su come estrarre velocità da questa vettura e su come farla funzionare. Il mio primo giro non è stato il migliore, ma, a parte quello, avevo fiducia nella gara perché il mio passo era fortissimo".

La sua sicurezza è stata sostenuta dal grande ritmo mostrato dalla McLaren, che gli avrebbe consentito di mantenere il controllo della corsa anche di fronte a scenari differenti o a una Safety Car, grazie alle garanzie offerte dalle coperture più fresche.
"Qualunque cosa fosse successa, potevo andare lungo o con la VSC oppure potevo semplicemente entrare ai box e rimontare con le gomme fresche. Il passo era fantastico. Probabilmente è stata una delle mie migliori prestazioni, per cui sono soddisfatto", ha concluso l’inglese.
Il successo dell’Hungaroring assume un significato che va ben oltre il semplice risultato di giornata.
Dopo una prima parte di campionato in cui la McLaren sembrava aver ceduto passo a Ferrari e Mercedes, l’affermazione di Norris restituisce all’ambiente di Woking tutt’altra prospettiva.

Gli aggiornamenti introdotti a Budapest hanno risposto presente e rappresentano solo il primo tassello del pacchetto di sviluppo.
A Zandvoort è infatti attesa una nuova ala posteriore progettata per lavorare in sinergia con il fondo debuttato in Ungheria, con gli uomini guidati da Andrea Stella convinti di poter estrarre ulteriore potenziale dalla MCL40.
Il cammino verso l’iride resta proibitivo, ma la prestazione di Norris conferma che la squadra iridata ha ancora tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primissimo piano.