Noble: "Sainz? Le bandiere blu erano ben visibili, la scusa del malfunzionamento non regge"

Il Gran Premio d’Ungheria ha scatenato accese polemiche per l’episodio che ha visto protagonisti Carlos Sainz e Oscar Piastri durante una fase di doppiaggio.
Come ben noto, lo spagnolo della Williams ha completamente ignorato il pilota della McLaren, costringendo Piastri a una correzione al limite per evitare il contatto e finire fuori pista.
Nel post-gara, il botta e risposta tra i due è stato infuocato: l’australiano ha definito la manovra una delle cose più stupide mai viste, mentre lo spagnolo ha rispedito le accuse al mittente definendo l’accaduto come un semplice "episodio di gara" e giustificandosi con la mancata segnalazione sul proprio display.
A scatenare il caos in pista è stato infatti un guasto al sistema GPS della Formula 1, con le indicazioni sul posizionamento delle vetture lungo il tracciato che sono andate completamente in tilt.
In condizioni normali, l’obbligo di lasciar passare chi sopraggiunge viene comunicato attraverso tre canali: i pannelli luminosi con il numero della vettura interessata, il display sul volante e le indicazioni via radio.
Se da un lato la tecnologia era fuori uso, le bandiere blu sono state comunque sventolate manualmente dai commissari a bordo pista.
È proprio su questa base che il giornalista Jon Noble ha smontato la tesi difensiva di Sainz, intervenendo durante The Race F1 Podcast:
"Anche se il sistema automatico sul volante non funzionava, le bandiere blu c’erano comunque. C’erano i commissari lungo il tracciato a sventolare le bandiere blu e ad attivare i pannelli luminosi. Per questo non credo si possa semplicemente usare il malfunzionamento del sistema automatico come scusa per non aver prestato la dovuta attenzione".