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Montoya: "Solo Max come me, oggi i piloti giocano a padel insieme. Io volevo fare a pezzi i rivali"

By Laura Ricotta17 maggio 2026
Montoya: "Solo Max come me, oggi i piloti giocano a padel insieme. Io volevo fare a pezzi i rivali"

Sin dalla più tenera infanzia, ci viene insegnato a "porgere l’altra guancia". Tutti, dai vivaci protagonisti dei cartoni alla mamma e al papà, predicano l’importanza della gentilezza e della generosità, la necessità di mettere gli altri sempre al primo posto.

Eppure, non passa molto prima che questo mito si sgretoli, che tu comprenda che forse, per arrivare in alto, l’arma più efficace non è certo l’altruismo.

A consentirti di scalare le gerarchie del mondo sarà invece la capacità di reprimere scrupoli e sensi di colpa, ignorando le prescrizioni della morale per perseguire esclusivamente il tuo successo. Poco importa se, in questo percorso, qualcuno viene ferito.

Se c’è un luogo in cui questa spietata regola non scritta trova la sua massima espressione, è l’angusto abitacolo di una monoposto di Formula 1, dove l’egoismo agonistico regna sovrano, al di sopra di ogni affetto o simpatia.

Ne è convinto Juan Pablo Montoya, che ha individuato nell’individualismo competitivo di Max Verstappen il segreto dei suoi successi.

Perché è proprio quell’insensibilità, costata a Verstappen tanto biasimo, ad aver gettato le fondamenta delle sue vittorie e della diffusa ammirazione di cui oggi l’olandese è oggetto.

La più grande differenza con gli altri piloti risiede – secondo Montoya – nel loro esagerato cameratismo: un affiatamento rispetto al quale Max si tiene alla giusta distanza, guardandone con diffidenza le manifestazioni più eccessive.

"Io mi svegliavo e pensavo a come fare a pezzi gli altri. Devi essere egoista. Per me è sconvolgente. Questi piloti di Formula 1 vanno tutti a giocare a padel insieme, sono grandi amici, escono a cena. Ed è per questo che Max è così forte: perché lui non sta al gioco", ha spiegato il colombiano al podcast Chequered Flag, riconoscendo un’affinità fra la propria mentalità da pilota e l’atteggiamento del quattro volte iridato.

"Max ha stretto amicizia con Bortoleto? Ma volete dirmi che, se Bortoleto fosse competitivo, quell’amicizia resterebbe la stessa? Volete dirmi che, se Bortoleto chiudesse la porta in faccia a Max, lui penserebbe: «No, non mi lancerò in un divebomb per spedirti contro il muro». Ma dai", ha concluso.

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