Leclerc: "Russell ha seguito il regolamento. È la gestione di quanto successo che va discussa"

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
E, francamente, sforzarsi di non trarre conclusioni affrettate dopo quanto osservato nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria risulta alquanto complicato, soprattutto alla luce dei continui richiami a etica, sicurezza e responsabilità che il mondo politico della Formula 1 ha fatto propri nel corso degli anni.
La pole position conquistata da George Russell – che, sia chiaro, dal canto suo non ha fatto altro che attenersi al regolamento – ottenuta in regime di bandiera gialla con Max Verstappen fermo a bordo pista dopo l’impatto con le barriere, assesta una pesante spallata a tre pilastri sui quali questo sport sostiene di fondarsi: etica, sicurezza e responsabilità.
Tre principi che, dopo quanto accaduto, escono inevitabilmente ridimensionati e che, soprattutto, rischiano di creare un precedente tutt’altro che trascurabile in vista di situazioni analoghe che potrebbero ripresentarsi in futuro.
In tutto questo, a farne le spese è stato Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un ultimo tentativo in Q3 di altissimo livello che, per qualche secondo, ha fatto assaporare al popolo ferrarista il gusto della pole position, prima che tutto sfumasse sul più bello, dando inevitabilmente il via a un acceso dibattito destinato a protrarsi anche nelle prossime ore.
"Non sono arrabbiato né con George né con nessun altro " – ha esordito Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia – "Se era una singola bandiera gialla e George ha rallentato abbastanza, non ci possiamo fare nulla. Il discorso cambia se mi chiedi se sono sorpreso che quell’incidente sia stato gestito soltanto con una singola bandiera gialla. Non l’ho ancora rivisto, però rientrando ai box ho visto la macchina di Max ed era un incidente significativo. Credo quindi che la discussione debba essere più su questo che su quello che ha fatto George ".
Sul fronte tecnico, invece, la SF-26 si è mostrata decisamente più competitiva rispetto a quanto visto nelle prove libere.
Un passo avanti evidente, anche se non ancora sufficiente per restituire al numero 16 quella fiducia totale che ricerca al volante:
"Dire che sono contento è un parolone, però sono un po’ più soddisfatto. In qualifica il feeling non è stato quello di quando sali in macchina sapendo di poter andare forte. Le ultime due gare non sono andate bene e me le sono portate dietro anche nell’approccio a questo fine settimana. Volevo semplicemente vivere un week-end pulito e in Q3 non te la senti di fare un giro che ha il 70% di possibilità di riuscire e il 30% di non riuscire ".