Leclerc: "Ho scelto di non copiare Hamilton e di rimanere fedele al mio stile di guida"

Dopo settimane difficili e risposte che faticavano ad arrivare, il sabato di Silverstone riconsegna alla Ferrari la sua certezza più grande: Charles Leclerc.
Se da un lato non c’era probabilmente margine per impensierire la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, autore di una pole position semplicemente sontuosa, dall’altro la prestazione del monegasco restituisce finalmente l’immagine di un pilota nuovamente solido, concreto e competitivo.
Una prestazione tanto attesa quanto cercata, che consente al numero 16 di ritrovare serenità dopo settimane tutt’altro che semplici, durante le quali risultati inferiori alle aspettative avevano inevitabilmente alimentato pressioni e critiche, forse anche eccessive, nei confronti dell’alfiere di Monte-Carlo.
Come spesso accade, però, Charles ha preferito rispondere nel modo che gli riesce più naturale: lasciando parlare la pista.
La prima fila conquistata oggi rappresenta un segnale importante, sia sotto il profilo del risultato sia, soprattutto, sotto quello della fiducia, in una fase della stagione in cui ritrovare certezze era diventato fondamentale.
Del resto, già al termine della Sprint Race Leclerc aveva anticipato l’intenzione di intervenire in maniera significativa sull’assetto e sulla gestione della SF-26.
Una scelta che, alla luce del risultato ottenuto in qualifica, sembra aver dato i frutti sperati, consentendogli di ritrovare quel feeling con la monoposto che nelle ultime uscite era sembrato venir meno.
Emblematiche, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate dall’alfiere monegasco ai giornalisti presenti nella tradizionale conferenza stampa al termine delle qualifiche:
"Di recente avevo davanti due possibilità. La prima era cambiare completamente il mio stile di guida e cercare semplicemente di replicare quello che sta facendo Lewis, perché è evidente che con lui sta funzionando. La seconda, invece, era continuare a seguire la mia direzione e trovare un modo per adattare la vettura affinché si sposasse meglio con il mio stile di guida. Alla fine ho scelto la seconda strada: restare fedele a ciò che in passato mi aveva dato risultati e cercare di trovare una soluzione con la macchina, sfruttando tutti gli strumenti che avevo a disposizione all’interno dell’abitacolo. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto ".