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Daily News

Leclerc: "Ero inca**ato per la Safety Car, ma ho usato quella rabbia per lottare"

By Ilaria Carrain29 marzo 2026
Leclerc: "Ero inca**ato per la Safety Car, ma ho usato quella rabbia per lottare"

"Hai due palle d’acciaio".

La scelta delle parole di Bryan Bozzi nel team radio che ha fatto seguito al sorpasso su George Russell non è un mero e semplice complimento, ma la sintesi perfetta del Gran Premio del Giappone di Charles Leclerc.

Il podio conquistato dal monegasco ha i contorni del miracoloso, frutto di una difesa disperata su George Russell, di un sorpasso all’esterno sempre ai danni della Mercedes numero 63 e, infine, di quel T2 "fucsia" stampato proprio all’ultimo giro.

Gettare il cuore oltre la macchina, oltre i regolamenti – che spesso sembrano limitare la pura essenza di un pilota come Leclerc – e oltre una Ferrari che non gli ha ancora messo a disposizione una vettura da Mondiale.

Quando l’alfiere del Cavallino parcheggia la sua SF-26 dietro il cartello del terzo posto, il linguaggio del corpo del numero 16 parla chiaro: il volto è serio, perché oggi il podio non basta più.

Al termine della gara, Leclerc si è presentato nella zona riservata ai media commentando la sua prestazione in maniera lucida ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

"Oggi è stato difficile con il passo, c’è anche la McLaren che ha fatto un passo avanti. Abbiamo avuto un po’ di sfortuna con la Safety Car in un momento difficile per me, però queste cose succedono. Ho provato a usare l’incazzatura per questa Safety Car in un altro modo. Non ero molto fiducioso, anche se quando riparte la bandiera verde si chiude la visiera e si spinge al massimo. Avevo le gomme un po’ usate e con le hard è più difficile riportarle in temperatura. Non è stato così male alla fine. Un terzo posto è il tipo di risultato che dobbiamo portare a casa fino a quando non avremo, spero, la macchina migliore. Al momento la Mercedes è davanti e la McLaren ha fatto uno step. Sarà un campionato vinto o perso con gli sviluppi. Tutte le persone a casa stanno spingendo come matti. A Miami avremo come tutti una macchina abbastanza nuova e sarà fondamentale iniziare con il piede giusto. Ci serve di più sul lato Power Unit? Non è tutto. Sicuramente è dove facciamo più fatica rispetto a Mercedes, ma non c’è solo quello".

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