Leclerc: "A fare la differenza in F1 è la testa, non il talento"

Ormai da diverso tempo, la Formula 1 non è più soltanto una questione di abilità di guida o di pura maestria al volante.
L’altissimo livello professionistico raggiunto oggi dai piloti, infatti, ha fatto sì che essi debbano eccellere in molteplici aspetti, non ultimo quello psicologico.
Intervistato da Gianluca Gazzoli nell’ultima puntata del podcast "Passa dal BSMT", Charles Leclerc ha parlato delle abilità mentali richieste a un pilota di Formula 1, spiegando come sia questo aspetto, e non il talento vero e proprio, a fare la differenza quando ci si confronta ai massimi livelli:
"Tutti i piloti di Formula 1 hanno talento, ma ciò che fa la differenza è la mentalità. Quando riesci a mettere da parte le emozioni per essere al tuo massimo nel giro che conta in Q3, o in un Gran Premio quando hai la pressione addosso e devi fare un sorpasso, sono queste le cose che pesano rispetto al talento puro".
Il ferrarista ha raccontato di aver iniziato questo speciale tipo di preparazione da adolescente, traendone grande beneficio in tutte le fasi successive della propria carriera:
"Quando avevo 11 anni sono andato in un centro a Viareggio che si chiama Formula Medicine. Lì ho iniziato a fare preparazione mentale per la concentrazione e per imparare a controllare le emozioni nel modo migliore: è stato un grande vantaggio per il resto della mia carriera. Anche in passato vi erano piloti attenti all’aspetto mentale, ma ovviamente adesso, con la tecnologia, c’è molta più consapevolezza e ci sono molti più strumenti per migliorare queste performance. Ad esempio, io uso una fascia che metto in testa e mi dice quando sono concentrato o quando sono rilassato: aiuta tantissimo a capire quali siano le sensazioni che provi quando sei super concentrato, oppure stressato e così via. Aver iniziato a lavorarci così presto mi ha dato la possibilità di essere più consapevole di come mi sentivo, permettendomi di gestire i momenti difficili, o anche quelli positivi, in maniera un po’ più ragionata".