La FIA intende ridurre il carico aerodinamico dal 2027: nel mirino ali posteriori e fondi

Sin dagli albori del nuovo regolamento tecnico, a rappresentare il tema di discussione principale tra gli addetti ai lavori del paddock di Formula 1 è stata la Power Unit, totalmente stravolta rispetto allo scorso ciclo regolamentare dalla nuova ripartizione tra termico ed ibrido.
Negli ultimi giorni, tuttavia, tematiche legate ad aerodinamica e pneumatici starebbero tornando alla ribalta tra i tavoli della FIA, recuperando in parte l’importanza che avevano avuto nell’era tecnica che ha segnato gli anni tra il 2022 e il 2025.
Stando a quanto riportato da AutoRacer.it, infatti, la Federazione avrebbe chiesto ad alcune squadre di effettuare alcuni studi a deportanza ridotta su modelli CFD modificati in più aree. Il motivo sarebbe da ricercare nella difficoltà da parte del fornitore unico di gomme, Pirelli, nello stimare la progressione del carico aerodinamico nel corso di un campionato.
Come spiegato dalla testata italiana, nessuno sa quanto carico i team potranno sviluppare in proiezione, Pirelli inclusa, la quale può unicamente osservare i valori registrati ad ogni week-end di gara e regolarsi di conseguenza.
L’intento della FIA, pertanto, sarebbe quello di venire incontro al fornitore italiano, andando a operare alcune modifiche nella zona del fondo, al fine di semplificarlo e di ridurne il contributo nella generazione del carico complessivo.
Tra i vari cambiamenti al vaglio della Federazione, riporta AutoRacer.it, ci sarebbero anche un’ala posteriore rivista sia in dimensione che in altezza e il divieto di apporre elementi aerodinamici attorno allo scarico, di cui si era parlato nei giorni scorsi con un focus particolare sul sistema FTM di Ferrari.
Risulta quindi evidente come, qualora venissero approvate le modifiche in questione, a risultare maggiormente penalizzata sarebbe proprio la Scuderia di Maranello, la quale gode di uno know how superiore circa il sistema Flick Tail Mode, che ad oggi i competitor non sono ancora riusciti a replicare con un livello di efficacia paragonabile a quello raggiunto dai tecnici del Cavallino sulla loro SF-26.