Krack: "Non serve fare pace con Honda, ma abbiamo una montagna da scalare"

C’era grande attesa, nei mesi precedenti al via della stagione corrente, per la prima Aston Martin firmata dalla geniale matita di Adrian Newey.
Tuttavia, le aspettative nei confronti della AMR26 sono drasticamente calate fin dai test di Barcellona e, successivamente, naufragate di fronte ai numerosi problemi tecnici che hanno tormentato il team di Lawrence Stroll in questo avvio di 2026, collezionando una serie di ritiri interrotta soltanto dall’opaco diciottesimo posto di Fernando Alonso a Suzuka.
Proprio in Giappone Mike Krack, Chief Trackside Officer del team, ha voluto spegnere sul nascere le voci di una possibile tensione con Honda, legata alle recenti difficoltà della Power Unit.
"Non c’era bisogno di fare la pace, perché abbiamo un buon rapporto. Abbiamo molto rispetto per Honda e abbiamo visto quanto lavoro è stato fatto sui problemi che stiamo affrontando. Per questo, per rispetto, abbiamo cercato in tutti i modi di finire la gara. Ne avevamo parlato prima, come abbiamo discusso durante la settimana e continueremo a farlo".
Krack ha poi concluso analizzando la situazione generale del team con sede a Silverstone:
"Come squadra, non puoi autodistruggerti. Siamo in una situazione difficile e dobbiamo aggrapparci agli aspetti positivi degli ultimi tre mesi. Siamo andati a Barcellona a fine gennaio e da allora non abbiamo completato molti giri. Ora siamo riusciti a finire le gare, cosa che in Formula 1 dovrebbe essere la norma e non qualcosa da celebrare. Dobbiamo accettare la realtà in cui ci troviamo e lavorare per uscirne. Va dato merito a tutti: al personale in pista, a Sakura e anche a Silverstone, per la determinazione con cui abbiamo mosso questi primi passi. Purtroppo, non appena risolvi l’affidabilità, l’attenzione si sposta subito sulle prestazioni. Da questo punto di vista ci aspettano passi enormi: non piccoli progressi, ma salti davvero importanti. Dobbiamo sfruttare la pausa per compiere il primo, ma davanti a noi c’è una montagna da scalare. Nessuno sta festeggiando ma credo che, rispetto al modesto obiettivo che ci eravamo posti, una parte l’abbiamo raggiunta".