Incredibile: Jeddah era pronta a garantire al Gran Premio di F1 un sistema antimissilistico!

Il Gran Premio d’Arabia Saudita – annullato ufficialmente lo scorso fine settimana – torna al centro delle cronache per un retroscena che ha dell’incredibile, svelando fin dove le autorità locali fossero pronte a spingersi pur di evitare la cancellazione dell’evento.
Come riportato da Sport Bild e dall’edizione brasiliana di Motorsport.com, nel tentativo estremo di rassicurare il Circus della massima serie, il governo e i promotori sauditi avrebbero offerto una garanzia senza precedenti: la protezione dell’intero perimetro del tracciato di Jeddah attraverso un sistema di difesa antimissile dedicato.
Questa proposta, emersa durante le concitate trattative seguite ai timori sulla sicurezza manifestati da piloti e squadre, puntava a creare uno scudo tecnologico capace di neutralizzare eventuali minacce aeree durante tutto il fine settimana di gara.
L’offerta di una protezione balistica attiva doveva servire come polizza assicurativa definitiva per blindare lo svolgimento della manifestazione e proteggere gli investimenti miliardari legati alla tappa saudita.
Tuttavia, nonostante la promessa di correre letteralmente sotto l’ombrello di una batteria di missili intercettori, la classe regina si è trovata davanti a un bivio etico e logistico insormontabile.
La realtà dei fatti ha poi preso il sopravvento sulla tecnologia militare, portando alla definitiva cancellazione del Gran Premio.
Tuttavia, il solo fatto che si sia arrivati a negoziare la disputa di una competizione sportiva in termini di "copertura antimissile" fotografa perfettamente il clima di tensione e le contraddizioni di una categoria che, pur di inseguire certi mercati, si è spinta fino ai confini di un teatro di guerra, prima che il buonsenso o l’impossibilità di garantire una reale normalità imponessero lo stop definitivo.