"In F1 non avvengono miracoli. Speriamo in una seconda metà di 2026 diversa"


Quando nello shakedown di Barcellona la prima Aston Martin firmata Adrian Newey scese in pista, in molti predissero una monoposto competitiva e all’altezza del nome del geniale ingegnere britannico.
Nel giro di qualche settimana, tuttavia, sono emerse tutte le criticità di un progetto che, alla luce dei fatti, è nato in maniera disastrosa, in uno scenario da incubo semplicemente lontano anche dai peggiori pronostici della vigilia.
Con una vettura fragile, lenta e con evidenti problemi strutturali, al momento la AMR26 è praticamente una vettura fantasma, il cui unico obiettivo è quello di girare il più possibile per fornire ulteriori dati ai tecnici di Aston Martin per provare a uscire da un abisso quantomai profondo.
In Giappone, finora, le cose non sono andate diversamente: Alonso e Stroll, dopo le qualifiche disputate nel sabato di Suzuka, occupano le ultime due posizioni della griglia di partenza, e le loro ambizioni sono praticamente nulle in vista della gara.
Proprio il due volte iridato iberico, in un’intervista concessa a DAZN Spagna, ha palesato tutta la propria disillusione, non solo per la corsa nipponica, ma in generale per il prosieguo di un 2026 che si preannuncia tremendo:
"Le prime due gare sono state difficili, così come il week-end qui in Giappone finora, ma lo saranno anche le prossime 10 gare e quelle dopo ancora, perché non ci saranno cambiamenti. Il team sta lavorando duramente, ma in F1 non avvengono miracoli da un Gran Premio all’altro. Cercheremo di spingere al massimo, speriamo che nella seconda metà del 2026 le cose possano andare un po’ meglio".
In una situazione drastica come quella di Aston Martin, è difficile comprendere quale sia la direzione adottata dal team, poiché spingere troppo implicherebbe problemi tecnici al momento irrisolvibili.
Tuttavia, il nativo di Oviedo non ha dubbi sulla strategia che adotterebbe:
"Un team come McLaren ha riscontrato finora diversi problemi, ma quando scendono in pista sono competitivi. Preferisco di gran lunga quel modello, poiché avere un week-end affidabile, ritrovandosi però nelle retrovie, francamente, non dà alcuna soddisfazione".