Il mistero della Macarena della RB22: perché solo Verstappen ha riscontrato problemi?

Come raccontatovi in data 16 luglio, Red Bull ha accantonato, almeno per il momento, la propria versione dell’ala Macarena.
A detta degli stessi vertici del team anglo-austriaco, l’interpretazione data dai tecnici di Milton Keynes porta con sé delle criticità non indifferenti.
Oltre alle numerose congetture riguardanti i possibili punti deboli del sistema, è curioso notare che solo il campione olandese ha sofferto di problemi legati al suo utilizzo, mentre Isack Hadjar ne è parso immune.
Sebbene sia difficile individuare i motivi di questa netta differenza, vi possono essere alcune interessanti chiavi interpretative.

Innanzitutto, sappiamo che la RB22 è stata oggetto di un’intensa cura dimagrante necessaria per rientrare nel peso minimo, culminata in un pacchetto di aggiornamenti installato in occasione della gara di Miami, fine settimana in cui debuttò anche l’ala reverse.
È lecito immaginare che l’alleggerimento abbia coinvolto anche le componenti dell’ala mobile, ed è possibile che i tecnici britannici abbiano spinto eccessivamente in tale direzione, introducendo qualche criticità strutturale.
Esiste infatti un precedente a riguardo, ovvero il fenomeno di vibrazione del flap mobile del DRS verificatosi sulla vettura di Verstappen in Brasile nel 2021 e in Spagna nel 2022.
Quel problema era dovuto proprio all’eccessivo alleggerimento del sistema che, una volta azionato, entrava in risonanza.
Poiché la Red Bull tenderebbe a privilegiare il quattro volte iridato sulle ultime specifiche dei componenti installati, sorge spontaneo un dubbio: è possibile che il materiale fornito a Verstappen fosse una versione estremamente alleggerita, ma proprio per questo anche meno stabile?

In secondo luogo, va considerato lo stile di guida del fuoriclasse di Hasselt, che rappresenta forse la più plausibile chiave di lettura.
Come più volte riportato, Verstappen privilegia un assetto molto estremo e puntato sull’anteriore, un set-up talmente sensibile da essere letteralmente inguidabile per molti altri piloti.
Alexander Albon ne fece a suo tempo una descrizione illuminante, paragonando la vettura a un videogioco in cui si imposti "la sensibilità del mouse al massimo". Sebbene si tratti di uno stile di guida estremamente redditizio per l’olandese, espone comunque il veicolo a un maggiore rischio di imprevedibilità e sovrasterzo.
Laddove l’ala Macarena della Red Bull presentasse delle instabilità nel rigenerare il carico aerodinamico in fase di chiusura, questa pecca potrebbe indurre all’errore molto più facilmente il pilota olandese, già costantemente impegnato in una difficile danza sul filo del rasoio.