I segreti del pit-stop perfetto: parla Andy Rush, il gunman da meno di due secondi

In Formula 1 ogni millesimo di secondo ha un valore che va ben oltre il cronometro.
Lo sa bene Andy Rush, meccanico che ha fatto parte della pit crew di Red Bull negli anni in cui la squadra anglo-austriaca conquistava il DHL Pit Stop Award, sia nel 2023 che nel 2024.
In questa stagione il tecnico è tornato in Aston Martin, dopo tre anni e 32 vittorie collezionate con il team di Milton Keynes.
Il lavoro della piazzola è tra i più intensi dello sport: esplosivo, millimetrico, sincronizzato. "È davvero un lavoro di squadra", racconta Rush.
"Siamo in venti a dover lavorare all’unisono. Ognuno ha il proprio compito, e ognuno si fida degli altri per portarlo a termine". Nel suo ruolo di gunman, l’addetto all’avvitatore, l’universo si restringe all’interazione con il wheel-off man e il wheel-on man che operano al suo fianco. Tre persone per un obiettivo condiviso, dove la soglia standard a cui punta l’intera squadra è un tempo limite compreso tra l’1.9 e i 2 secondi netti. "C’è molta memoria muscolare in gioco", spiega il meccanico britannico.
Per reggere simili ritmi, la preparazione atletica e la reattività diventano requisiti imprescindibili.
"I movimenti che facciamo sono molto esplosivi. La forza nella presa e quella nel core sono importantissime, insieme ai tempi di reazione", sottolinea Rush, il cui programma di allenamento prevede sessioni specifiche di Russian twist con kettlebell, Bulgarian split squat e trazioni.
Dentro il garage, durante il Gran Premio, l’atmosfera è d’altronde molto più ovattata di quanto si immagini dall’esterno. "Sarete sorpresi di sapere che ascoltiamo solo il rombo della gara", rivela Rush.
Nessuna telecronaca, nessuna comunicazione radio superflua dal muretto: solo i dati telemetrici sugli schermi e le immagini mute della corsa. Poi arriva l’ordine perentorio in cuffia che segnala il rientro della monoposto entro i successivi 15 secondi. A quel punto scatta la procedura:
"Boom, casco in testa, si va fuori".