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Horner su Drive to Survive: "Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1"

By Ilaria Carrain18 ottobre 2026
Horner su Drive to Survive: "Uno spettacolo teatrale, Steiner ha fatto carriera senza un podio in F1"

La figura di Christian Horner continua a pesare nel paddock anche ora che il suo ruolo operativo è sospeso, almeno per il momento.

L’ex team principal della Red Bull è infatti al centro delle voci che lo vorrebbero in Ferrari, seppure il percorso per vestirsi di rosso appaia parecchio complicato.

In una recente intervista ad Autosport, Horner è tornato sui rapporti costruiti nel paddock e sul modo in cui Netflix li ha raccontati con "Drive to Survive", a partire dalla rivalità con Toto Wolff, che la serie ha reso ancora più marcata:

"Toto è un avversario formidabile e la Mercedes è una squadra enorme. Ma lui è emotivo, competitivo, determinato, e abbiamo vissuto una bella rivalità. Nutro un enorme rispetto per ciò che ha fatto e per i risultati che ha raggiunto, ma credo che in tutti gli sport ci debba essere rivalità. Non si può essere tutti migliori amici in ogni momento: non sarebbe fedele alla realtà".

A suo avviso, però, il confronto non deve degenerare sul piano personale:

"È positivo avere una rivalità, purché non sfoci sul piano personale. Le rivalità danno una spinta allo sport e credo che anche all’interno di una squadra sia necessario avere il fuoco dentro se si vuole vincere".

Il discorso è poi passato al modo in cui la serie ha raccontato il paddock, con una stoccata a Guenther Steiner, personaggio che dalla notorietà televisiva ha ricavato molto più di quanto ottenuto in pista:

"Quando le telecamere sono arrivate per la prima volta, era tutto molto autentico. Poi, con il passare delle stagioni, si è avvertito che c’era molta più attenzione all’immagine personale e tutto è diventato un po’ più simile a uno spettacolo teatrale. Guenther Steiner ha costruito una carriera grazie a questo… voglio dire, non credo abbia mai ottenuto un podio in Formula 1! Ma buon per lui. È un personaggio, un personaggio piuttosto spaventoso quando lavorava per noi, ma sì, ha portato nello sport una fan base completamente nuova, e questo è stato fantastico".

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