Horner: "Nel 2022 Max odiava la sua auto. Fummo costretti a cambiare"

Pierre Gasly, Alexander Albon, Sergio Perez, Liam Lawson, Yuki Tsunoda, e, adesso, Isack Hadjar.
I piloti sopracitati sono i compagni di squadra avuti da Max Verstappen dal 2019 a oggi, e che solo in rarissime occasioni sono riusciti a offrire performance che si avvicinassero allo standard incredibilmente alto fissato dal quattro volte Campione del Mondo.
Una discrepanza di risultati divenuta una costante negli anni, a prescindere da chi si ritrovasse a occupare lo scomodissimo secondo sedile offerto dalla Red Bull.
A fornire retroscena molto interessanti sul tema ci ha pensato Christian Horner, che da ex team principal della squadra di Milton Keynes, ha vissuto in prima persona i vari avvicendamenti tra piloti. Di seguito, uno stralcio dell’intervista concessa al podcast High Performance:
"Durante il periodo di Daniel Ricciardo e Max, i due erano molto vicini e la vettura era piuttosto neutra. Direi che tutto è iniziato nel 2018: Max è estremamente esigente riguardo a ciò che vuole e possiede un’abilità straordinaria: riesce a spingere sempre di più l’avantreno della vettura e ad adattarsi a ciò che fa il retrotreno. Ora, nel cercare di fornirgli quello che voleva, inevitabilmente il reparto di ingegneria e l’approccio allo sviluppo seguono la strada per creare quelle caratteristiche nella vettura. Caratteristiche che altri trovavano difficile da gestire. E l’abbiamo visto nella vettura del 2021, la 16B, o anche nella vettura precedente".
"Nel 2021 – ha proseguito Horner – Alex Albon ha svolto un lavoro straordinario dietro le quinte nello sviluppo della vettura del 2022, ed era perfettamente adattata al suo stile di guida, molto più classico e probabilmente simile a quello di Perez o Ricciardo. Quando abbiamo iniziato la stagione 2022, Max odiava la vettura: era troppo sottosterzante. All’improvviso sia lui che Sergio stavano vincendo una gara a testa ed erano molto più vicini".

Una situazione non troppo gradita dall’entourage di Verstappen, che non tardò a farsi sentire:
"Ricordo di essermi seduto con il management di Max, durante il Gran Premio d’Azerbaijan, e che mi dissero: ‘Senti, avete sviluppato questa vettura intorno a Checo. Dovete invece concentrarvi su ciò di cui Max ha bisogno‘. Il messaggio che mi veniva trasmesso era molto chiaro. Max è la risorsa principale, è il pilota con cui hai più probabilità di vincere. Qualsiasi team di ingegneri graviterà in modo naturale verso il pilota più veloce, così come un team si orienterà verso chi ritiene possa garantirgli il miglior risultato".