Hill avvisa Verstappen: "Minacce inutili, non puoi sempre ottenere quello che vuoi"

"You can’t always get what you want", recita il ritornello dell’omonimo singolo inciso dai Rolling Stones, schiaffeggiandoci con un monito tanto severo quanto saggio.
"Non puoi sempre ottenere ciò che vuoi", canta instancabile, ricalcando quelle stesse parole con cui, ai microfoni della BBC, l’ex pilota e campione Damon Hill si è indirettamente rivolto a Max Verstappen.
In questo caso, però, il tono utilizzato è senza dubbio più caustico che paterno o affettuoso.
"Se dice ciò per influenzare il modo in cui le cose stanno andando, non funzionerà", ha proseguito, riferendosi a come l’olandese stia suggerendo che soltanto una radicale revisione dei regolamenti del 2026 scongiurerebbe un suo eventuale addio alla classe regina.
Dopo aver criticato aspramente le nuove monoposto – colpevoli di premiare l’artificialità della gestione energetica a scapito dell’istinto del pilota – il cinque volte iridato ha infatti manifestato pubblicamente la volontà di porre fine alla propria carriera in Formula 1.
Dichiarazioni che molti – Hill compreso – hanno letto come il perno di una strategia volta a indirizzare il dibattito sul futuro della categoria, sfruttando tutto il peso specifico che il nome Verstappen porta con sé.
Non a caso, Hill ha liquidato questa possibile chiave di lettura con parole lapidarie:
"È tutto inutile, le persone gli diranno: «Max, vattene e torna quando avrai riflettuto un po’». È molto semplice".
Al netto di quanto ci sia di calcolato in questa mossa, però, l’insofferenza espressa dall’olandese si inserisce in una riflessione più ampia, condivisa da chi osserva con crescente scetticismo una Formula 1 sempre più costruita attorno alla gestione e all’artificio.
Una categoria bella di una bellezza vuota, spoglia di quell’anima ruvida e imprevedibile che per anni ne aveva rappresentato la parte più autentica, sacrificata sull’altare dello spettacolo.
Hill, dal canto suo, ha insistito su una lettura più personale della vicenda:
"Max non è costretto a correre. Inoltre, è diventato papà da poco e ha corso in Formula 1 per molto tempo. Arriva per tutti un momento in cui la propria passione perde un po’ di attrattiva. Forse ha bisogno di una pausa".