Hamilton: "Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri"

Dopo una prima giornata all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, nel magico sabato del Principato di Monaco in casa Ferrari sono emersi i primi dubbi sulla reale capacità di recitare un ruolo da assoluta protagonista: perplessità che hanno poi trovato conferma nella sessione di qualifiche, conclusa con la terza posizione di Lewis Hamilton, immediatamente seguito da Charles Leclerc.
Un verdetto discreto, che lascia però un profondo senso di amaro in bocca per aver annientato le speranze dei tifosi e degli uomini in rosso di poter artigliare una prima fila che, alla vigilia, sembrava decisamente alla portata.
Dopo le prime due sessioni di libere, infatti, la SF-26 ha iniziato a perdere lo splendido smalto di inizio week-end già nelle FP3, per poi cedere definitivamente il passo alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e alla Red Bull di Max Verstappen.
Per il sette volte iridato si conferma, in ogni caso, un ottimo stato di forma e un feeling solido con la monoposto, ribadito anche tra i muretti e le insidie di una pista unica come quella di Monte Carlo.
Al termine della qualifica più adrenalinica della stagione, Hamilton ha cercato di analizzare l’andamento della vettura del Cavallino Rampante durante le varie sessioni, evidenziando, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, una parabola discendente che lo ha lasciato interdetto:
"Se pensavo di poter fare la pole? Sì, ma credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti rispetto a ieri. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati, mentre noi in qualche modo abbiamo fatto un passo indietro. In realtà non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so cosa sia successo. Già le FP3 non erano state fantastiche, ma almeno eravamo abbastanza veloci. Nelle qualifiche, invece, le sensazioni della monoposto erano completamente diverse. Non so se anche Charles ha riscontrato le stesse problematiche. Io ho dovuto di continuo apportare modifiche all’ala anteriore, togliendo carico di continuo: è stato tutto un po’ strano".