Hamilton: "A Zandvoort il team non ha fatto quel che avrebbe dovuto fare: ci è costato il podio"

Un grande rammarico.
È questo il sentimento che si respira in casa Ferrari al termine del Gran Premio d’Olanda, che ha visto il Cavallino lasciare Zandvoort ai piedi del podio, con Lewis Hamilton quarto e Charles Leclerc quinto.
Un risultato che, per quanto visto in gara, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, perché la SF-26 ha mostrato un potenziale che avrebbe potuto regalare alla Rossa ben altro, ma a pesare sono state la qualifica del sabato – handicap alla base di tutto soprattutto su una pista del genere – e una gestione strategica tutt’altro che impeccabile.
In particolare, la gara di Hamilton – al netto di qualche difficoltà di troppo nelle due partenze – ha restituito indicazioni positive, con il britannico che ha potuto contare su una SF-26 competitiva e dotata di un ottimo passo, un potenziale che però, tra le caratteristiche di Zandvoort e una gara trascorsa spesso in aria sporca, non ha potuto sfruttare fino in fondo.

A complicare ulteriormente i piani ci ha pensato la strategia, con la Ferrari che, nel momento in cui Leclerc si è ritrovato impegnato nella lotta con Russell, ha scelto di non richiamare immediatamente ai box il monegasco, finendo di conseguenza per rallentare anche Hamilton alle sue spalle che, via radio, si è lasciato andare a parole piuttosto eloquenti.
Nel finale, dopo il pit-stop effettuato in regime di Safety Car, il numero 44 si è quindi gettato a capofitto all’inseguimento delle due Mercedes nel tentativo di agguantare almeno il terzo gradino del podio, ma l’esposizione della Virtual Safety Car ha di fatto congelato le posizioni.
"In questo sport è impossibile essere perfetti ", ha esordito nel post-gara il britannico ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:
"In fabbrica stanno facendo un lavoro eccezionale, cercando di tirare fuori il massimo dalla macchina e portando tutti gli aggiornamenti possibili. Anche oggi i ragazzi hanno fatto un gran lavoro ai box, ma in gara ero su una strategia diversa rispetto a Charles e avevo più velocità di lui. Ho perso diversi secondi alle sue spalle perché il team non ha fatto ciò che avrebbe dovuto o, comunque, non ha preso la decisione giusta. Credo che alla fine il podio sia stato perso proprio lì ".