Ferrari pronta a dirottare alcune spese sul 2027. Questa volta, però, ha perfettamente senso

Il 2026 della Ferrari sta per entrare in una fase cruciale, dove le decisioni regolamentari e la gestione delle risorse finanziarie giocheranno un ruolo determinante quanto i decimi guadagnati in pista.
A Maranello – come riportato da Rosario Giuliana per AutoRacer.it – il focus è tutto sui parametri ADUO, che verranno rivelati ufficialmente subito dopo il Gran Premio di Miami e che potrebbero diventare il vero ago della bilancia della stagione.
Per gli uomini diretti da Enrico Gualtieri c’è una discreta fiducia verso la concessione di due permessi di sviluppo per la Power Unit, upgrade che, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbero essere garantiti dalla Federazione.
Questi "gettoni" (offerti dalla cosiddetta "soglia del 4%") permetterebbero di intervenire sull’endotermico già a stagione in corso, un passaggio fondamentale considerando che il motore di nuova architettura non potrà debuttare prima del giro di boa del Mondiale.
L’obiettivo immediato è duplice: introdurre queste evoluzioni mirate sulla parte termica e, contemporaneamente, minimizzare la perdita di punti dai vertici della classifica per mantenere aperta la speranza di forzare sulla stagione attuale.
Tuttavia, maggio sarà il mese della verità per il futuro della SF-26. Dopo un aprile denso di riunioni tecniche, è emerso che l’aerodinamica non sarà oggetto di stravolgimenti regolamentari, garantendo una continuità che rende ogni progresso attuale un vantaggio spendibile anche per il 2027.
Loic Serra e il suo team avrebbero già pronto un piano di aggiornamenti molto spalmato nel tempo, con modifiche programmate fino ad Abu Dhabi, ma la loro effettiva implementazione dipenderà strettamente dai risultati delle prossime settimane.
Sullo sfondo resta la gestione della SF-26, una vettura che sta affrontando questa transizione con un motore provvisorio, accreditato di circa 30 cavalli in meno rispetto al riferimento della categoria.
In questo scenario, l’introduzione dell’ala Macarena rappresenta una delle scommesse tecniche più attese, sebbene a Maranello siano consapevoli che soluzioni così visibili potrebbero essere copiate rapidamente dalla concorrenza, Red Bull in primis, e che la loro efficacia potrebbe essere limitata solo a determinati layout di pista.
La vera sfida sarà però di natura economica: sebbene l’ADUO possa concedere un extra budget, già previsto nei piani iniziali, esiste una chiara chiave di lettura che vedrebbe la Ferrari pronta a deviare parte della spesa verso il progetto 679.
L’auto del 2027, infatti, inizierà a girare in galleria del vento entro giugno e nascerà direttamente attorno all’ICE di nuova architettura, il vero "cuore" su cui Maranello punta per tornare stabilmente in vetta.