Ferrari, previsto per la tappa di Austin un corposo pacchetto di aggiornamenti

Dalla tappa di Barcellona, il divario tra McLaren e Ferrari è andato progressivamente ampliandosi: da un lato Woking ha impresso un ritmo costante al proprio programma di sviluppo, dall’altro Maranello si è trovata costretta a rallentare la marcia a causa di alcune soluzioni che, in galleria del vento, non hanno restituito i valori di rendimento auspicati.
A Zandvoort la Scuderia ha infatti introdotto in pista soltanto circa 3/4 del pacchetto inizialmente programmato, lasciando momentaneamente da parte una porzione significativa del lavoro impostato sul fondo.
Nel frattempo, McLaren ha costruito il proprio primato tecnico attraverso una sequenza cadenzata e regolare di novità: gli interventi sul fondo hanno trovato piena armonia con l’efficacia dimostrata nella gestione degli pneumatici, consentendo alla MCL40 non solo di generare un carico considerevole, ma di sfruttarlo mantenendo le coperture costantemente nella corretta finestra d’esercizio.
Un equilibrio evidente soprattutto nella continuità di rendimento mostrata da Lando Norris.

A fare la differenza per Woking non è stato un singolo aggiornamento capace di stravolgere i valori, quanto la progressiva stratificazione di piccole evoluzioni sulla piattaforma aerodinamica, mentre la Ferrari doveva frenare per verificare e correggere la propria rotta di sviluppo.
In questo scenario, l’appuntamento di Austin si profila come il banco di prova decisivo per la squadra guidata da Frederic Vasseur: sul tracciato texano debutterà la restante parte del pacchetto rimasta finora in sospeso, imperniata su un’evoluzione del fondo e sul completamento delle aree aerodinamiche affinate nelle ultime settimane.
Sarà una verifica cruciale, fondamentale non solo per quantificare il salto prestazionale della SF-26, ma per comprendere se il metodo di sviluppo a Maranello abbia ritrovato la reattività necessaria a ricucire il gap accumulato.