Ferrari, la sosta forzata non ha cambiato il piano di sviluppo

La cancellazione di due Gran Premi in Medio Oriente ha costretto la Formula 1 a una pausa forzata lunghissima e inusuale in questo periodo dell’anno.
Se i motori rimangono spenti, le attività nei vari dipartimenti tecnici dei team procedono a pieno regime, sollevando interrogativi sull’impatto che questa mancanza di attività in pista possa avere sullo sviluppo delle vetture.
In una recente intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com Italia, il direttore tecnico della Scuderia Ferrari, Loic Serra, ha analizzato cosa stia realmente avvenendo nel cuore della GES, minimizzando l’effetto della sosta forzata sul programma di lavoro.
"Non siamo stati davvero influenzati dal fatto che non ci siano più due gare, perché il piano di sviluppo non nasce in una settimana o in un mese: è qualcosa che hai impostato molto tempo fa. Quindi, in sostanza, segui il tuo piano di sviluppo", ha spiegato il navigato ingegnere transalpino.
Serra ha poi aggiunto che, avendo iniziato lo sviluppo della vettura all’inizio del 2025 per poi passare un anno senza testare nulla, la mancanza di due gare è una cosa piccola rispetto alla norma di portare in pista una vettura mai fatta girare prima.
"E chiaro che più giri, più impari, e questo vale per tutti, ma dire che questo compromette il modo in cui affronti lo sviluppo, o che metterebbe più o meno a rischio il programma, non credo sia il caso", ha concluso.
Interrogato sulla possibilità che la pausa possa favorire aggiornamenti più aggressivi o sperimentali, Serra ha chiarito che l’approccio in fabbrica non cambia:
"Non esiste una vera nozione di «più aggressivo» o «più sperimentale»: non è questo il punto. Pianifichi lo sviluppo, ma poi c’è la pianificazione e c’è ciò che scopri. Il fatto di non correre non cambia ciò che scopri o non scopri in fabbrica".
Lo sviluppo riguarda il compromesso complessivo della vettura e, secondo il tecnico francese, non si può lavorare isolando un singolo aspetto perché ogni cambiamento ha ripercussioni su tutto il resto della vettura.
Riguardo ai cambiamenti decisi dalla Formula 1 Commission e alla loro influenza sulla SF-26, Serra ha dichiarato:
"È lo stesso meccanismo che scatta quando vedi qualcosa su un’altra macchina e pensi: oh, interessante, magari potrei tentare quella direzione. Quindi quello che dobbiamo fare è assicurarci di poter reagire nel modo più appropriato a qualunque cosa arrivi. Ed è questa la difficoltà, perché prima di tutto non vuoi affrettare nessuna decisione. Devi assicurarti che ciò che stai facendo abbia senso per i mesi futuri e che non ti metta in un angolo per non aver considerato l’intero scenario".
Un ulteriore aspetto critico riguarda la mancanza di dati reali e l’influenza sulla correlazione tra simulazione e realtà. Serra ha spiegato che in questo periodo la correlazione è sostanzialmente congelata, permettendo però di esplorare più a fondo il set di dati precedente invece di passare immediatamente a quello successivo dopo una gara.
Sebbene i test in Bahrain abbiano fornito una buona lettura del comportamento della monoposto, l’assenza di Jeddah lascia un vuoto nel complesso puzzle tecnico della stagione:
"Su Jeddah mancheranno alcuni dati: è come un grande puzzle a cui manca un pezzo. Ne ritroverai una parte nella prossima gara, o nella combinazione delle prossime".
Nonostante il silenzio dei motori, il lavoro a Maranello prosegue dunque senza sosta, focalizzato sulla massima comprensione dei dati disponibili.