Ferrari, la nuova ala anteriore EVO debutta in Spagna

Il primo bilancio del pacchetto evolutivo introdotto dalla Ferrari a Miami ha evidenziato una realtà tecnica complessa, le cui prospettive future trovano una conferma cruciale nelle indiscrezioni anticipate da Giuliano Duchessa per AutoRacer.it.
Sebbene i quattro decimi di guadagno stimati in Florida siano in linea con i dati della galleria del vento, la SF-26 si trova a fare i conti con un limite strutturale difficile da aggirare nel breve periodo.
A Maranello la coperta è corta, soprattutto sul fronte della Power Unit, dove il deficit stimato rispetto ai motori di riferimento si aggira attorno ai 30 cavalli.
Questa carenza cronica costringe i tecnici della Gestione Sportiva a impostare mappature dell’ibrido e del turbo decisamente aggressive nello spunto iniziale, un espediente utile a garantire trazione nei primi metri ma che genera un forte e nocivo pattinamento delle ruote posteriori.
Si tratta di un limite emerso già a Suzuka e a Miami, e che rischia di amplificarsi a Montreal, un tracciato stop-and-go rear-limited dove la stabilità del retrotreno in uscita dalle varianti lente è fondamentale.
In Canada la rossa cercherà di difendersi sfruttando l’efficienza dell’ala posteriore reverse, ma la vera svolta prestazionale non potrà prescindere dall’attivazione dei gettoni del sistema ADUO, indispensabili per sanare il divario motoristico.
Rispetto alla rimonta compiuta dalla McLaren nel 2024, la Ferrari non può infatti concentrare i propri sforzi sulla sola veste aerodinamica, dovendo parallelamente rincorrere sul fronte del propulsore.
Proprio sul piano aerodinamico, la scuderia ha pianificato una precisa tabella di marcia che vedrà la tappa di Monaco fare da preludio al culmine atteso a Barcellona.
Tra le stradine del Principato si preannuncia infatti uno scenario ad ali chiuse, in virtù della decisione regolamentare di escludere completamente l’aerodinamica attiva lungo tutto il circuito cittadino per ovvie ragioni di sicurezza.
Questo fattore, noto da tempo ai tecnici di Maranello, congelerà temporaneamente i vantaggi dei profili ad incidenza variabile e sposterà l’attenzione sul Gran Premio di Spagna, eletto a teatro della seconda vera fase di sviluppo della vettura.
Al Montmelò debutterà l’attesa evoluzione macroscopica dell’ala anteriore ad alto carico, i cui profili geometrici sono stati solo anticipati a Miami nella zona delle paratie laterali per ragioni logistiche legate alla gara Sprint.
Accanto al nuovo fondo, i tecnici guidati da Diego Tondi affineranno ulteriormente l’area dello scarico, un concetto ingegnoso per l’estrazione del carico verticale già integrata nel modello 2027 che entrerà in galleria a giugno, nonostante la minaccia di un bando federale per la stagione successiva.
Nessuno stravolgimento è invece previsto per le pance o per la disposizione interna dei radiatori, confermando una linea d’azione improntata alla stabilità strutturale.