Croft: "Verstappen non fa politica, è sempre rimasto coerente"

Oltre allo sconfinato talento e agli innumerevoli successi conquistati nel corso degli anni, Max Verstappen è divenuto un’icona della Formula 1 moderna anche per il suo approccio diretto e poco diplomatico nei confronti della stampa.
Il quattro volte Campione del Mondo non è mai stato incline a rilasciare dichiarazioni di circostanza volte a evitare argomenti potenzialmente scomodi, e non si è mai fatto troppi scrupoli quando gli è stato chiesto di esprimere la propria opinione senza filtri, che si trattasse di colleghi, scuderie, FIA o dei radicali cambi di regolamento.
Ponendo l’attenzione proprio su quest’ultimo punto, non è certo un segreto che l’olandese sia stato tra i primi piloti a mostrare scetticismo sulla svolta regolamentare intrapresa dalla Formula 1 per il 2026, con critiche che sembrano aumentare sensibilmente gara dopo gara. Dall’etichettare la massima categoria automobilistica come "una Formula E con gli steroidi" fino a ventilare l’ipotesi di un ritiro qualora non dovessero arrivare cambiamenti sostanziali nel breve termine, il pilota della Red Bull ha portato l’opinione pubblica a dividersi: da un lato i sostenitori della sua battaglia di onestà, dall’altro i detrattori – come ad esempio Carlo Vanzini di Sky Sport F1 Italia – che interpretano queste uscite come mere mosse politiche.
Chi non vede alcun secondo fine nelle aspre critiche di Verstappen è David Croft, storica voce di Sky Sports F1 UK, che durante il podcast dell’emittente britannica ha elogiato il modus operandi del fenomeno di Hasselt:
"Per quanto riguarda Max, non credo che si tratti solo di minacce a vuoto con fini politici. Negli ultimi due o tre anni è rimasto sempre coerente riguardo all’attuale Formula 1, sottolineando come non gli andasse a genio. Non gli piace, non pensava che avrebbe funzionato e ora pensa che non stia funzionando. Non ha cambiato minimamente idea al riguardo e, in realtà, ha avuto il coraggio di esprimersi molto prima degli altri piloti".
Nessun calcolo strategico dunque, ma solamente una passione sconfinata per lo sport e nessun timore di condividere in totale onestà il proprio pensiero. Una peculiarità che, secondo Croft, merita soltanto lodi:
"Credo che stia semplicemente dicendo ciò che ritiene giusto. Ed è proprio questo il bello di Max: ha il coraggio di esprimere le proprie convinzioni, difende ciò in cui crede e non cambia idea di settimana in settimana".