Chandhok boccia gli aggiornamenti Ferrari: "Mercedes e McLaren non avranno di che preoccuparsi"

Il week-end di Miami avrebbe dovuto rappresentare un primo punto di svolta nella stagione della Ferrari.
Dopo un avvio tra alti e bassi, il pacchetto di aggiornamenti portato dalla squadra di Frederic Vasseur costituiva il primo vero tentativo di riavvicinare la Mercedes, oggi riferimento tecnico della griglia. Il risultato, però, almeno nella lettura di Karun Chandhok, non ha prodotto il segnale sperato.
L’ex pilota di Formula 1, oggi commentatore per Sky Sports F1 UK, non ha usato mezze misure nel valutare il lavoro della Rossa:
"Se questo è il grande pacchetto di aggiornamenti della Ferrari per la prima parte della stagione, allora McLaren e Mercedes non avranno di che preoccuparsi".
Una frase pesante, perché non si limita a giudicare il rendimento del singolo week-end, ma mette in discussione la portata stessa dello sviluppo introdotto a Miami. Il punto, secondo Chandhok, è che la Ferrari non solo non avrebbe accorciato in modo evidente il divario, ma avrebbe dato l’impressione opposta:
"Miami avrebbe dovuto essere il fine settimana del sorpasso e invece ho avuto la sensazione che siano scivolati ancora più indietro".
Una valutazione, questa, che apre un tema delicato per Maranello: capire se il nuovo pacchetto abbia ancora margine da estrarre o se, al contrario, il salto prestazionale atteso sia stato più contenuto del previsto.
Da qui nasce anche l’avvertimento più diretto:
"Dovrebbe esserci un po’ di preoccupazione a Maranello e in casa Ferrari. Devono capire se ci sia ulteriore performance da ottimizzare o da sbloccare da questo aggiornamento".
Il riferimento è chiaro: in questa fase del campionato non basta portare novità, bisogna riuscire a trasformarle subito in prestazione reale. La chiusura del ragionamento di Chandhok guarda già alle prossime tappe dello sviluppo:
"Altrimenti resteranno indietro quando McLaren porterà altri sviluppi in Canada e Mercedes porterà il suo grande pacchetto di aggiornamenti".
Per la Ferrari, quindi, Miami non sembra aver risolto il problema principale: la necessità di restare dentro una corsa tecnica che, settimana dopo settimana, rischia di allontanare sempre di più il vertice.