Canada, a Hamilton il titolo di Hammer of the Day

Fa impressione, finalmente, vederlo così.
Lewis Hamilton si diverte.
Sir Lewis Hamilton, per essere precisi – perché lo è, e si vede. Nei sorrisi, nella festa con Kimi, nel cinque scambiato, da gentiluomo, con Max Verstappen. Proprio quel Verstappen che gli ha sfilato l’ottavo titolo iridato ad Abu Dhabi nel 2021, all’ultimo giro, in faccia. Proprio quel Verstappen con cui ha discusso, battagliato, sofferto, dentro e fuori dalla pista per un’intera era.
Eppure erano lì, insieme, a festeggiare il ragazzino di Bologna – che nel frattempo ha vinto per la quarta volta consecutiva – come se il tempo avesse levigato ogni spigolo, ogni vecchia ferita.
È sempre così bello e malinconico, vedere due fuoriclasse darsi battaglia per la prima posizione.
La prima? Beh, la Mercedes era già altrove – come se stesse correndo un Gran Premio diverso, su una pista parallela. Ma una cosa è certa, e risplende più di qualsiasi risultato: Hamilton è vivo. Più che mai. Nonostante i quarantuno anni, nonostante una stagione precedente da archiviare in silenzio, Lewis ha ritrovato quell’idea di British Motorsport che appartiene alla sua natura più profonda – quella voglia velata e malinconica di correre, di sentire la pista sotto le ruote, di essere semplicemente un pilota.
Il numero 44 è tornato.
Non necessariamente per conquistare un altro Mondiale. Ma per dare battaglia — quella vera, quella per le posizioni che contano, quella che a un campione come lui spetta di diritto.
L’importante, però, è qualcosa di più sottile e più grande allo stesso tempo: respirare di nuovo, con tranquillità e col sorriso, la bellezza pura del motorsport.
Quella più autentica, quella quasi infantile, quella che sa di karting e di mattine che odorano di benzina e asfalto bagnato. Anche a quarantuno anni, quella sensazione non cambia. Non dovrebbe cambiare mai.
E viverla da Sir – applaudendo chi vince, festeggiando con lui, riconoscendo la grandezza altrui senza che questo sminuisca la propria – è forse la cosa che conta di più.
"God save the Sir".