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Binotto: "Avrei firmato per la posizione in cui ci troviamo ora"

By Jacopo Mandò23 aprile 2026
Binotto: "Avrei firmato per la posizione in cui ci troviamo ora"

In una stagione che ha imposto a tutti di ricominciare quasi da zero, Audi sta scegliendo la strada meno appariscente e più laboriosa: quella della costruzione graduale.

I primi risultati del 2026 non autorizzano ancora entusiasmi, ma nemmeno allarmi fuori scala.

Dopo le prime tre gare il bilancio resta modesto, eppure Mattia Binotto guarda soprattutto alla qualità della base tecnica su cui il progetto sta provando a crescere.

Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, il dirigente italiano ha tracciato un primo bilancio del lavoro svolto, partendo da una considerazione che vale come una garanzia strutturale:

"Avrei firmato per vedere i progressi ottenuti finora". Poi la precisazione più importante: "Non c’è nulla di fondamentalmente sbagliato nella nostra auto e nel nostro progetto, e questa è la cosa più importante, perché quando si ha un problema di fondo, bisogna intervenire e risolverlo".

È da qui che si comprende la linea Audi: distinguere con lucidità ciò che funziona da ciò che va ancora costruito. Per Binotto il quadro è chiaro: il telaio ha dato risposte incoraggianti, mentre la vera area critica resta la Power Unit.

"Siamo consapevoli anche che, se guardiamo alle prestazioni complessive e al divario rispetto ai migliori, il maggior margine di miglioramento risiede nella Power Unit stessa", ha spiegato. "La maggior parte del nostro divario prestazionale è dovuta alla Power Unit, il che non sorprende. Ce lo aspettavamo. Sappiamo quanto sia difficile costruire un motore completamente nuovo".

Audi sapeva che il passaggio da esordiente a riferimento tecnico avrebbe richiesto tempo, con il 2030 come orizzonte per lottare per il campionato.

Nel mentre, ci sono problemi di affidabilità, sfruttamento dell’energia e guidabilità. "Non si tratta solo di potenza", ha chiarito Binotto. "Si tratta di efficienza energetica, di impiego dell’energia, ma anche della guidabilità del motore stesso. L’auto è instabile in frenata e in accelerazione a causa della durezza del cambio. Forse la taratura dei rapporti non è corretta. Mettendo insieme le due cose, credo si possa guadagnare fino a un secondo al giro".

Dentro questo scenario, la lunga pausa che separa Suzuka da Miami diventa per Audi una finestra di lavoro strategica. "Penso che sia davvero un’opportunità per noi", ha ammesso Binotto, spiegando come nelle prime settimane il team sia stato assorbito dalla preparazione immediata delle gare senza riuscire a esprimere il potenziale di sviluppo.

Ecco perché Miami viene già inquadrata come un passaggio significativo, con la conferma dell’arrivo di un pacchetto importante:

"Certamente porteremo un pacchetto che sarà significativo rispetto a quello che abbiamo usato in passato. Sono soddisfatto di ciò che abbiamo sviluppato".

In sintesi, il messaggio di Binotto è lineare: Audi non si considera ancora pronta, ma nemmeno smarrita. Il progetto ha un nucleo tecnico giudicato sano e una finestra preziosa per trasformare l’apprendimento in sviluppo. A Hinwil non cercano scorciatoie, cercano continuità. E sanno esattamente da dove ripartire.

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