Barcellona, a Hamilton (ovviamente) il titolo di Hammer of the Day

Qualcuno avrà notato che, stavolta, nella votazione per l’Hammer of the Day, non c’era scelta.
A volte la realtà si impone con una tale evidenza da rendere superfluo qualsiasi dibattito. Non c’era nessun altro nome possibile. Non oggi.
Non dopo quello che abbiamo visto.
Sir Lewis Carl Davidson Hamilton.
Oggi più Sir che mai.
C’è una fotografia che appartiene all’immaginario collettivo più antico e silenzioso – quella del gentiluomo che tende la mano ad un anziano per aiutarlo ad attraversare la strada.
Un gesto semplice, quasi invisibile, eppure capace di contenere tutto ciò che di noble esiste nell’essere umano.
Lewis Hamilton ha fatto esattamente questo. Ha teso la mano.
E quell’anziano è la Scuderia più vincente nella storia dello sport motoristico. Perché a volte serve una mano – anche se sei il più grande, anche se il tuo curriculum parla da solo. Serve comunque.
E lui l’ha offerta, senza esitazione, senza calcolo.
Da qualche parte, là dove il tempo non esiste e il rombo dei motori arriva ovattato ma nitido, c’è Enzo Ferrari – un uomo che Lewis non ha mai conosciuto, eppure che oggi lo ringrazierà.
Per aver restituito acqua ad un mulino che girava a vuoto da troppo tempo. Per aver dimostrato, ancora una volta, che i sogni impossibili non esistono. I sogni sì. Impossibili, mai.
E poi c’è Niki Lauda, che Hamilton lo ha invece conosciuto davvero – lo ha cercato, voluto, plasmato. Lo ha visto cadere e rialzarsi.
Anche lui, oggi, sorride.
Ma la vittoria vera non ha nulla a che fare con la coppa.
Non con il punteggio, non con la bandiera a scacchi. È quella sensazione precisa e irripetibile di voltarsi indietro (verso ogni sacrificio fatto, ogni dubbio attraversato) e sorridere.
Con la certezza silenziosa che ogni scelta compiuta fino a quel momento fosse quella giusta.
Si vince per poter guardare il proprio passato e ridergli addosso, come si ride di quel nemico che non fa più paura, perché nel frattempo sei cresciuto.
E alla fine, dopotutto, hai vinto tu.
Oggi Lewis Hamilton ha vinto così.
Senza punteggio che conti davvero.
Ha vinto perché lo sa. E lo sa soltanto lui.