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Editoriali

Baku, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

By Jacopo Mandò28 settembre 2026
Baku, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

Un quattro volte Campione del Mondo non dorme mai.

Non si arrende, non si spegne, non smette di ardere, nemmeno quando i nuovi regolamenti sembrano scritti apposta per contenerlo, nemmeno quando il pubblico, con quella volubilità che appartiene a ogni epoca dello sport, lo ha silenziosamente declassato: da eroe indiscusso del 2025 a pilota che, apparentemente, sembra aver smarrito il proprio straordinario passo.

Ma gli occhi non dimenticano mai.

Sono gli stessi occhi che, per quattro volte consecutive, hanno tagliato il traguardo da campione, con il titolo stretto in pugno.

Gli stessi occhi che non si sono mai arresi di fronte a nulla, che hanno sempre e soltanto conosciuto un’unica direzione: quella di chi è davanti.

Perché Max Verstappen è Max Verstappen per un motivo preciso, tangibile, quasi fisico. E non serve cercarlo lontano, basta ascoltare i team radio di Isack Hadjar, suo compagno di scuderia, apparentemente più in forma, che ha accettato di restargli alle spalle senza discutere, senza mai realmente tentare il sorpasso.

Perché quello che aveva davanti si chiamava Max Verstappen.

E Max Verstappen, semplicemente, non si supera.

Oggi la chiamerebbero aura. È un termine che rischia di suonare vuoto, di moda, ma nel caso di Verstappen supera ogni definizione sportiva, ogni statistica, ogni logica di cronometro.

Ph. Peter Kiss / WHYOUT Media

Il suo secondo posto non vale certo quanto una vittoria, e uno come lui non lo tratterebbe mai come tale nel proprio intimo.

Ma quando davanti c’è una Mercedes, in questa stagione, non resta che una cosa da fare: contendere ogni millesimo fino all’ultimo metro, senza concedere nulla, nemmeno a sé stessi.

Sei posizioni guadagnate in gara.

Partiva ottavo, dopo una qualifica da dimenticare in fretta, di quelle che accendono i commenti più impietosi, che riempiono i social di dubbi e di sentenze anticipate.

Lui non ha ascoltato nulla di tutto ciò. È salito in macchina e ha lasciato che fosse l’asfalto a rispondere per lui, giro dopo giro, sorpasso dopo sorpasso.

Prima della gara, un’altra domanda, sulla sua eventuale partecipazione a Le Mans.

Ha declinato. Correrà invece la 24 Ore di Spa e quella del Nurburgring – perché per Max Verstappen il Motorsport non ha stagioni, non ha categorie, non ha confini da rispettare.

Ha soltanto una direzione: correre, sempre, ovunque sia possibile farlo.

Max Verstappen ama il motorsport nella sua forma più pura e incondizionata.

E noi, di conseguenza, amiamo lui.

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