Antonelli: "Italia senza Mondiali? Un peccato, io cercherò in ogni modo di rendere fiero il mio Paese"

La mancata qualificazione – per la terza volta consecutiva – al Campionato del Mondo da parte della Nazionale italiana di calcio ha inevitabilmente scatenato un’ondata di clamore nel nostro Paese.
A far discutere ulteriormente sono state le dichiarazioni dell’ormai ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, il quale – durante la conferenza stampa in Bosnia successiva all’eliminazione – alla domanda di chi gli chiedeva perché altri sport italiani continuino a ottenere risultati di rilievo mentre il calcio arranca ha risposto in maniera piuttosto frettolosa:
"Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici ".
Parole, queste, che hanno immediatamente innescato polemiche e reazioni nel mondo sportivo italiano.
Tra ironia e provocazione, numerosi atleti hanno rivendicato il valore, i sacrifici e i successi ottenuti negli anni, sottolineando il peso delle loro discipline nel panorama nazionale.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’attuale leader del Mondiale di Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, che ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, intervistato da Mara Sangiorgio, si è lasciato andare con una stoccata ironica:
"Tra l’altro noi facciamo uno sport da dilettanti ".
Al di là delle polemiche, per il pilota bolognese resta l’amarezza per l’assenza dell’Italia al Mondiale di calcio, ma anche uno stimolo in più per portare in alto il tricolore in Formula 1:
"È un peccato che non andiamo ai Mondiali di calcio quest’anno. Penso positivo comunque: è un motivo in più per me per portare l’Italia ancora più in alto. Ho un bellissimo ricordo degli Europei vinti nel 2021: ero a Napoli, a Sarno, e dopo aver vinto una gara io e mia madre siamo corsi in macchina per tornare a casa il più velocemente possibile e guardare la finale. È stato un periodo bellissimo ".
Mentre l’Italia del calcio si ferma, quella dello sport continua dunque a correre.
E se il pallone cerca risposte, giovani talenti come Andrea Kimi Antonelli tengono viva la bandiera, ricordando a tutti che l’orgoglio azzurro non si spegne: cambia semplicemente campo.