Antonelli: "Eravamo più veloci della Ferrari, affidabilità va migliorata"

Il convulso epilogo del Gran Premio di Barcellona, che ha consegnato alla storia la centoseiesima vittoria di Lewis Hamilton, la prima al volante della Ferrari, ha riservato ben più di un colpo di scena in chiave Mondiale, rimescolando in maniera significativa le carte della classifica iridata.
Mentre il pluricampione britannico si involava indisturbato verso il successo, alle sue spalle i due alfieri della Mercedes erano impegnati in una serrata contesa per il secondo gradino del podio.
A prevalere, almeno inizialmente, era stato il leader del campionato, Andrea Kimi Antonelli, capace di avere la meglio sul compagno di squadra prima che un improvviso guasto ne interrompesse bruscamente la corsa, costringendolo al ritiro.
Come già accaduto a George Russell in Canada, anche in questa circostanza, stando a quanto emerso nelle ore successive alla gara, il problema sarebbe riconducibile alla batteria.
Una criticità che, sin dalle prime battute della stagione, continua a rappresentare una fonte di preoccupazione per la Power Unit Mercedes e che è costata alla scuderia di Brackley un nuovo, pesante zero in termini di punti, ancora una volta riconducibile a questioni di affidabilità.
Intervistato al termine della gara dai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli non ha nascosto come l’affidabilità costituisca attualmente una delle principali vulnerabilità della Mercedes, riconoscendo al contempo che la Ferrari potrebbe ormai rappresentare una seria minaccia nella corsa al titolo iridato:
"Penso che oggi fossimo i più veloci in pista. Certo, Lewis è stato molto veloce alla fine della gara, ma noi siamo stati super veloci nel secondo stint. Il nostro passo era buono, davvero molto buono. Ovviamente, raggiungere Lewis dopo la Virtual Safety Car era impossibile. Sicuramente l’affidabilità è il nostro punto debole. Da quello che ho capito, il problema che ha avuto George in Canada è lo stesso che ho avuto io oggi. È quindi un aspetto su cui dobbiamo lavorare. Personalmente, questa è una grande delusione. A essere sincero, mi sento un po’ vuoto in questo momento. Ma d’altra parte, queste cose succedono. Succede a tutti, e la cosa più importante è tornare ancora più forti".