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Alonso: "A Zandvoort capiremo chi siamo e per cosa lotteremo"

By Davide Scotto Di Vetta1 agosto 2026
Alonso: "A Zandvoort capiremo chi siamo e per cosa lotteremo"

Il Gran Premio di Ungheria rappresentava un banco di prova cruciale per Aston Martin, reduce da una prima parte di stagione disastrosa, e sfociata a tratti quasi nel tragicomico, tra le gravi problematiche legate sia alla Power Unit Honda che alla monoposto progettata da Adrian Newey.

La versione B della AMR26 ha finalmente fatto il suo debutto a Budapest, e sebbene fosse lecito non aspettarsi alcun miracolo, i progressi compiuti dalla compagine di Silverstone sono stati evidenti.

Sia Fernando Alonso che Lance Stroll hanno potuto scrollarsi di dosso lo scomodo ruolo di fanalino di coda, con il due volte iridato che ha persino conquistato l’accesso in Q2 al sabato, per poi riuscire a lottare alla pari con le altre scuderie di bassa classifica durante la gara.

La tredicesima e la quattordicesima posizione ottenute alla bandiera a scacchi non porteranno certo punti iridati, ciononostante, i motivi per guardare con maggior fiducia al futuro non mancano, come sottolineato dallo stesso Alonso al termine del fine settimana in terra magiara:

"È stato un bel passo avanti per noi questo fine settimana, sia in qualifica che in gara. Rappresenta una base solida su cui costruire quando rientreremo dalla pausa estiva. La vettura si è comportata bene in corsa e siamo stati in grado di lottare con chi ci stava intorno, il che è stato fantastico dopo alcuni week-end davvero difficili".

Le aspettative riposte sul corposo pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla vettura sono state rispettate, lasciando dunque intravedere ulteriori margini di crescita nelle prossime gare:

"Quello che abbiamo visto in Ungheria è più o meno ciò che ci aspettavamo, la correlazione è buona e le prestazioni sono migliorate. Chiaramente è ancora presto perché questa macchina è nuova e si basa su un concetto differente, ma arriverà dell’altro in termini di assetto e ottimizzazione. Continueremo a spingere e vedremo come si evolveranno le cose a Zandvoort".

Per consolidare i progressi sarà altresì determinante l’evoluzione della Power Unit Honda, e il quarantacinquenne di Oviedo ha colto l’occasione per spronare anche il costruttore giapponese:

"La strada da fare è ancora lunga e speriamo che questo sia solo il primo passo per permettere a entrambe le strutture di acquisire fiducia in ciò che stanno facendo. Contare anche sul loro aggiornamento di motore sarà un test interessante per capire dove siamo e per cosa ci permetterà di lottare".

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